Senso – Installazione di Monica Pennazzi

Terra-Arte 2022

Senso
Installazione di Monica Pennazzi
in collaborazione con Ivan Macera

a cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione e presentazione
10 settembre 2022 ore 16.00

Grotta Giardini di Jos – Blera (VT)

Il giorno 10 settembre 2022, alle ore 16.00, verrà presentata, all’interno di Terra-Arte 2022, nella grotta dei Giardini di Jos, l’installazione Senso di Monica Pennazzi in collaborazione con Ivan Macera, a cura e con un testo di Roberta Melasecca, con il supporto di blowart e Interno 14 next


Testo critico

Il mio corpo ricorda chi sono e dove sono nel mondo. Il corpo è il vero e proprio ombelico del mio mondo, non nel senso del punto di vista della prospettiva centrale, ma come vero luogo di riferimento, memoria, immaginazione e integrazione.” (Juhani Pallasmaa, Gli occhi della pelle. L’architettura e i sensi)

Siamo corpi, luoghi di riferimento, di memorie, immaginazione ed integrazione immersi in sistemi spaziali complessi con i quali interagiamo attraverso esperienze multi-sensoriali. Siamo corpi che nascono all’interno di altri corpi, come afferma l’architetto statunitense Sarah Robinson nel suo saggio “Corpi annidati”1, corpi che vivono all’interno di altri corpi -, luoghi, territori, paesaggi- in uno scambio reciproco di emozioni, percezioni e pensieri. 

Il nostro corpo, in prima analisi, potrebbe essere definito come “il tutto carnoso che abitiamo”2; tuttavia il termine “corpo” ha accezioni più ampie: è la composizione materiale o fisica di un singolo organismo ma anche un’entità costituita da una moltitudine; è confine che delimita qualità, persone, idee, sostanze, oggetti o processi. Il corpo comprende anche la mente e i suoi meccanismi, comprende gli strumenti con i quali si estende e i luoghi con i quali si connette e dai quali dipende. Le architetture sono estensione dei nostri corpi i quali -fatti dal corpo fisico, il corpo emozionale, il corpo mentale e il corpo sociale- si esprimono e si relazionano verso l’esterno attraverso il sistema di orientamento di base, il sistema uditivo, quello aptico e gusto-olfattivo e il sistema visivo3. “Se poniamo queste cinque modalità di attenzione su ognuno dei nostri quattro corpi, possiamo iniziare a sviluppare una struttura per esplorare come il corpo interagisce all’interno degli ambienti architettonici.”, è quanto afferma ancora Robinson, spostando così l’asse della percezione tridimensionale all’insieme corpo nella sua integrità e complessità. 

L’esperienza spaziale è, dunque, una sorta di gioco di scatole cinesi dove il nostro corpo, già contenitore, è contenuto in altri assetti e dispositivi e il processo gnoseologico prende forma e si realizza nel rapporto tra l’azione del corpo che conferisce valore simbolico allo spazio con il quale dialoga e la reazione che lo spazio determina sul corpo stesso4, amplificando così le dimensioni mentali dell’immaginazione e della memoria. 

Monica Pennazzi realizza l’installazione Senso, all’interno della grotta dei giardini di Jos, con la decisa volontà di moltiplicare all’infinito il portato metaforico dell’indagine architettonica e artistica: un corpo, tessuto e attraversante, contenuto all’interno di un altro corpo -ventre scavato dall’opera dell’uomo e della natura- esperito attraverso il medium di un ulteriore corpo -il nostro- spinto oltre i limiti del sensibile e attivato in tutte le diverse modalità di attenzione. Il risultato è semplice e risiede nella vera natura dell’arte che, come affermava Maurice Merleau-Ponty, è quella di superare con un balzo qualunque forma di conoscenza che l’artista possa incontrare e di sognare un nuovo mondo nascente. Entrare nella grotta di Jos produce, dunque, un corto circuito mentale fra un incontro emotivo vissuto e una comprensione intellettuale5. Il percorso esplorativo avviene attraverso un corpo labile, evanescente, quasi non-corporeo che si rivela non improvvisamente e nella sua interezza ma attraverso differenti e variabili punti di osservazione visiva e uditiva. 

Senso è una creatura generata da proprietà solide e tangibili in un ordine di segni e volumi, fissata da principi armonici, frantumata da componenti incorporee, fluide e transitorie, influenzate dalle alterazioni ambientali. È un luogo fenomenologico scandito e modellato da eventi statici e dinamici che si modificano con il respiro, le presenze e le assenze, liberando una rarefatta aura sonante, voce viva umanizzata costitutiva di un temporaneo paesaggio sonoro all’inverso, perchè risultato di fattori non involontari ma di forme, materiali, gesti determinati dalla scelta artistica. 

Senso è un habitat ampliato nel quale si realizza un passaggio osmotico costante di energia e informazioni alla conquista di nuovi status e punti di equilibrio e dove la materia, materiale e immateriale, possiede quelle caratteristiche intrinseche che permettono di trasformare, convertire e codificare i moti vibratori e le onde acustiche in un continuum “dentro” e “fuori” i corpi, i territori abitati dai corpi, i luoghi-non-luoghi dimore del sogno, del desiderio, dell’ispirazione, del pensiero. I confini stabiliti dalle assertività spaziali e temporali chiamano, così, all’esplorazione dello sguardo, all’ascolto del canto delle colonne, alla figurazione nel cielo del monumento di una melodia6

L’artista, dunque, apre ad uno spazio di comunicazione inter-soggettivo ed instaura un dialogo non apparente, silente ma non silenzioso, tra differenti inter-corporeità che procedono per impreviste e susseguenti relazioni tra figurazioni incarnate e visioni evocate da mondi immaginati. Allora, “il contenuto e il significato dell’arte diventa epico nel senso che rappresenta una metafora vissuta dell’esistenza umana nel mondo7”. 

Lo spazio tracciato dall’orecchio nell’oscurità diventa una cavità scolpita direttamente nell’interiorità del pensiero”. (Juhani Pallasmaa, Gli occhi della pelle. L’architettura e i sensi)

1. Sarah Robinson, Corpi annidati, in La mente in architettura. Neuroscienze, incarnazione e futuro del design, a cura di Sarah Robinson e Juhani Pallasmaa, Firenze University Press, 2021.
2.  Ibidem.
3. così come decodificati da James Jerome Gibson, psicologo statunitense, fondatore della teoria ecologica della percezione.
4. Martino Mocchi, Il suono dell’architettura. Paesaggio sonoro e multisensorialità strumenti del progetto contemporaneo, pag. 86, Tesi di dottorato in Progetto e tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali, Politecnico di Milano, 2015.
5. Juhani Pallasmaa, Corpo, mente e immaginazione: l’essenza mentale dell’architettura, in La mente in architettura. Neuroscienze, incarnazione e futuro del design, a cura di Sarah Robinson e Juhani Pallasmaa, Firenze University Press, 2021.
6. “Voglio ascoltare il canto delle colonne e figurarmi nel cielo puro il monumento d’una melodia.”, Paul Valéry, Eupalino o l’architetto
7. Juhani Pallasmaa, Corpo, mente e immaginazione: l’essenza mentale dell’architettura, in La mente in architettura. Neuroscienze, incarnazione e futuro del design, a cura di Sarah Robinson e Juhani Pallasmaa, Firenze University Press, 2021.


Terra-Arte 2022 è promossa dall’Associazione Terra-Arte e si avvale del patrocinio del Comune di Blera e della collaborazione di Cittadellarte Fondazione Pistoletto, del Comune di Salisburgo e del Forum Austriaco di Cultura a Roma.

Monica Pennazzi nasce ad Ancona nel 1972. Dopo la formazione in Progettismo di moda presso l’Università di Urbino, inizia a lavorare per diverse aziende affermate di moda come Tombolini e Fornarina. Nel 2002 decide di dedicarsi a tempo pieno alla sua vera vocazione: l’arte plastica. La sua ricerca si esprime attraverso opere a carattere scultoreo e installativo che privilegiano l’utilizzo di fibre sintetiche come poliuretano e silicone fino ad arrivare nei lavori attuali alle corde musicali. Partecipa a numerose esposizioni collettive e Biennali di scultura in Italia (Biennale di Scultura di Piazzola sul Brenta) e all’estero (TRIO Biennal de arte contemporanea di Rio de Janeiro). Nel 2009 vince il concorso “Massenzio arte” XIII premio internazionale Massenzio Arte per giovani artisti emergenti; nel 2013 si trasferisce in Brasile a Rio de Janeiro dove resterà, alternando Brasile e Italia, fino al 2019 e sviluppando e partecipando a numerosi progetti artistici e fiere d’arte contemporanea come Artigo Rio, Fiera di arte contemporanea di Rio de Janeiro. Concretizza alcune mostre individuali sia in Italia, “Cunauta”, esposta sia a Roma alla Storia Fornace del Canova nel 2015, ad Ancona alla Pinacoteca Civica Francesco Podesti nel 2016. A Rio de janeiro, “Horizontes” presso la galleria VGgard, Cassino Atlantico, Copacabana nel 2016, in Portogallo “Permutazioni Lineari” Museo del Vino di San Joan da Pequeira nel 2017, allo studio Mo.c.a Gallery, studio di Architettura di Cinzia Bonamoneta nel 2020. Presenta nel 2021 la sua prima scultura sonora nello studio Pisani di Sara Bernabucci, Roma. Dal 2017 partecipa a diverse residenze artistiche in Italia e all’estero: BoCs Art, residenze artistiche a Cosenza, il progetto DO.C Douro Contemporaneo, Portogallo, il Festival del Tempo a Sermoneta nel 2020, ”IlluminAmatrice” ad Amatrice nel 2021, “Endecameron 21” al Castello di Rocca Sinibalda, Rieti e Todi Opendoors. 

Ivan Macera. Percussionista e sound artist, basa i suoi studi su un approccio personale dove la radice è la sperimentazione e l’improvvisazione terreno fertile per la continua e necessaria evoluzione della sua ricerca. Impegnato nell’osservazione e nell’analisi del suono come mezzo per lo sviluppo di un ascolto consapevole, in parallelo a lavori di natura prettamente concertistico/strumentale, nel corso degli anni si è dedicato all’elaborazione e alla realizzazione di oggetti sonori, sculture cinetiche e strumenti musicali. Ha suonato ed esposto in gallerie d’arte, teatri e festival tra cui: Teatri di Vetro 15 – Oscillazioni, Teatro India (Roma); Giornata del Contemporaneo – Fondazione Alfonso Gatto; Tarek Atoui “Cycle in 11”, Sharjah Art Foundation (EAU); CADAF New York e Miami; Bangalore International Centre, Science Gallery India; Festival Internazionale di Poesia di Genova; Music&Miles, Underdog USA Tour; Concerto del Primo Maggio Bologna; Etnodramma, Festival Documentario Etnografico; Opera Kantika; Poiesis Festival; Atina Jazz Festival; Festa Europea della Musica; Festival Opera Kantika; Auditorium Parco della Musica di Roma; Casa Cava di Matera. Come percussionista prende parte a molti progetti, collaborando con vari artisti della scena nazionale e internazionale. 

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INFO

Terra-Arte 2022
Promosso dall’Associazione Terra-Arte
Con il patrocinio del Comune di Blera, in collaborazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Comune di Salisburgo, Forum Austriaco di Cultura a Roma
In collaborazione e con il supporto di blowart e Interno 14 next

Programma 10 settembre 2022
ore 16.00: inaugurazione installazione Monica Pennazzi ai Giardini di Jos
ore 19.00: degustazione prodotti locali nel Parco Terra-Arte e visita alle opere

Contatti
Parco Terra-Arte
Località Pariano snc – 01010 Blera (VT)
Sandro Scarmiglia: +39 347 1915685
terraarte3@gmail.comwww.terraarte.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca

Melasecca PressOffice – Interno 14 next
tel 3494945612 – roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.itwww.interno14next.it

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