Lara Pacilio – Nuove opere 2021

Il giorno 30 ottobre 2021 alle ore 18.30, nell’ambito della sesta edizione di Rome Art Week, Assemblea Testaccio presenta il nuovo ciclo di opere in ceramica di Lara Pacilio, a cura di Roberta Melasecca. 

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Non interpretare è impossibile, come è impossibile trattenersi dal pensare.” (Italo Calvino, Palomar)

Teschi damascati o con immagini floreali, fiori con teste di uccello, piatti decorati con raffigurazioni stilizzate: l’ultimo ciclo di opere in ceramica di Lara Pacilio affonda le radici in un lontano passato per poi innestarsi nel presente di un nuovo umanesimo e di una nuova ecologia umana. Infatti la parola teschio deriva dal latino testŭlum, ovvero coperchio o vaso di terracotta: utilizzata prevalentemente per indicare l’insieme delle ossa della testa, è connessa all’idea della morte ma anche alla transitorietà della vita. Per gli Egizi e gli Aztechi il teschio rappresentava il ciclo di morte e rinascita, mentre per Amerindiani si legava al concetto del cerchio dell’esistenza attraverso cui si potevano comprendere il cosmo e i misteri della vita. Per le culture arcaiche la morte non era gravata dalla visione negativa che successivamente il mondo occidentale le ha conferito: il teschio, raffigurando l’unica cosa che rimane, era cielo del corpo e immagine della mente. Addirittura i teschi di alcuni animali, simboli sacrali del tempo che scorre, erano capaci di evocare le energie e lo spirito di chi li aveva posseduti in vita. 

L’effigie del teschio ha subito innumerevoli variazioni e significanti nel corso della storia: dal medioevo in poi compare nell’immaginario artistico come vanitas, genere pittorico dove oggetti, fiori, frutta e ornamenti vari vengono accostati al cranio, evidenziando in tal modo come l’antica morale della vanità terrena si confronti con la caducità della vita e con lo scorrere inevitabile del tempo che corrompe la bellezza. Già dal Seicento, in una vanitas rovesciata, il teschio, non opera dell’uomo ma acheiropoieton, diventa oggetto decorato, prezioso; ed oggi, memore di un percorso ancestrale, ad esso conferiamo il vissuto profondo, intimo, personale o collettivo, simbolo di diverse e non sempre concordi interpretazioni della società attuale. 

Lara Pacilio, con una naturalità simile a quella della spiritualità sciamanica, plasma teschi di animali con il candore e la lucentezza del media da lei scelto, la ceramica, e ne anima le superfici con geroglifici floreali e geometrici; allontana le visioni della morte e recupera gli elementi primari, originari, provenienti dall’essenza più pura di quello che per lei è solo vita. “Il teschio non è una cosa spaventosa, è solo un elemento primario, elemento di conoscenza, la cosa più vecchia e tranquilla che abbiamo” afferma Enzo Cucchi. E con questa consapevolezza l’artista ri-scopre il suo essere natura con gli esseri di un unico ecosistema, dello stesso ecosistema per il quale non esiste più antropocene che ne mini l’esistenza e la sopravvivenza. Come nati e forgiati da mani soprannaturali, gli animali di Lara Pacilio narrano storie e vite effimere che non si adagiano nella semplice contemplazione di un mistero. Parlano invece e affermano forza, fermezza, energia, vitale anima e costruiscono quel nuovo umanesimo che non vuole accettare una diversità tra gli esseri umani e non umani ma fonda e costruisce una comunità multispecie con gli altri biosistemi animali e vegetali. Anche nella serie dei piatti in ceramica, l’artista ritrova un immaginario primigenio e fanciullesco, un afflato istintivo di un mondo alla rovescia -di una alice nel paese delle meraviglie- che contemporaneamente attira e respinge attraverso un meccanismo dualistico sistemico di libertà e condizionamenti. E tenta una strada, una decisione, una scelta. 

L’uomo è uno dei più grandi misteri della vita, mentre il teschio è l’involucro che contiene il più grande mistero della morte: di per se stesso grand maître à penser, custode di memorie e di conoscenze che sono più intuite che comprese.” (Alberto Zanchetta, Frenologia della vanitas. Il teschio nelle arti visive)

Testo di Roberta Melasecca

Rome Art Week 2021

Lara Pacilio
Nuove opere 2021

A cura di Roberta Melasecca

30 ottobre 2021 ore 18.30

Assemblea Testaccio
Via Alessandro Volta 22 – Roma

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