Cristiana Pacchiarotti. Giochi d’oriente

“Giochi d’oriente” di Cristiana Pacchiarotti

24 marzo – 2 aprile 2015

“L’installazione è realizzata utilizzando semplici elementi di vita quotidiana: il filo refe e la carta stampata. E’ una pioggia di elementi separati tra loro e sostenuti da un unico corpo aggregante che fluttua nello spazio. Una linea sospesa nel corridoio, a 4 metri di altezza per circa 20 metri di lunghezza, divide lo spazio a metà, e si protende verso l’ingresso invadendone il pianerottolo d’accesso.La linea è costituita da frammenti di carta di giornale uniti tra loro come in una lunga collana.

Posando lo sguardo sui particolari di questi elementi, fatti di giornali già letti che si lasciano attraversare con un gioco di visto e non visto, si rimane intrappolati in una babele di notizie e informazioni, in un mondo di linguaggi diversi che avvolgono lo spettatore coinvolgendolo fisicamente.

Questo lavoro è una riflessione sul concetto di limite di differenza e integrazione: infatti, nonostante la linea divida a metà la galleria, in realtà la unisce con un unico filo variopinto e leggero che attraversa e percorre gli spazi e con il quale si entra in un gioco di dialogo, visivo e fisico.

Interno 14 diviene quindi metafora del quartiere. Le linee colorate che lo tagliano in due, rendono visibilmente esplicita la frammentazione sociale suddividendola in tante segni differenti che, a seconda della prospettiva, diventano barriera o semplice velario. L’osservatore, avvicinandosi, può cogliere la leggerezza, guardare i lacerti di carta e leggere parole dei giornali in cui la differenza delle lingue può diventare sia opportunità di conoscenza, sia rinuncia definitiva a conoscere cose differenti.

L’eterogeneità della composizione, attraverso un gioco di colori e di ombre in movimento, rileva la ricchezza della convivenza fra punti di vista differenti. Essa non è statica, non è impositiva, non è dogmatica ma cerca di sollecitare riflessioni personali, percezioni intime che, attraverso il movimento e la carta colorata piena di parole nuove e sconosciute, vuole stimolare la riflessione al di fuori di ogni separatismo: un gioco, una barriera fittizia, che è sempre possibile attraversare.” (Cristiana Pacchiarotti)

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