Barbara Lalle/Marco Marassi – Realtà Istantanee | Project Room MACRO Roma – 1/9 giugno 2019

Barbara Lalle – Marco Marassi
Realtà Istantanee
a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next

1- 9 giugno 2019 

MACRO – Project Room – Via Nizza 138 Roma

Dal 1 al 9 giugno 2019 la Project Room del MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma ospiterà il progetto Realtà Istantanee di Barbara Lalle e Marco Marassi, a cura di Roberta Melasecca.

Il progetto è promosso da Interno 14 next, con la collaborazione di Bridge Art, della FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali e del Museo FIJLKAM. 

Confine è frontiera che separa due terre: fissare un confine è riconoscere una differenza, costruire la propria alterità e identità attraverso la distinzione per opposizione. Tracciare un confine è anche arginare la propria paura dell’ignoto, ma anche la propria brama di infinito. Confine ha una accezione mobile, flessibile: luogo che separa le personali territorialità e permette la rappresentazione di se stessi attraverso i confini del corpo, dei valori, della familiarità, di espressione; luogo che lega due organismi e che favorisce la condivisione e la compartecipazione, luogo di relazioni, in cui l’uomo si riconosce come essere sociale. 

E’ proprio sulla linea di confine del contatto che si manifesta il flusso delle relazioni. Il progetto Realtà Istantanee vuole indagare quella zona del confine oltre la quale il contatto perde il suo significato vitale per diventare ingerenza, invadenza, violenza, una zona invalicabile ma estremamente variabile e soggettiva. La percezione del proprio confine evidenzia il livello degli opposti, dentro/fuori, pieno/vuoto, apertura/chiusura, indifferenziazione/individualizzazione; valicare la linea del confine del contatto può essere percepita come violazione o al contrario come accettazione. 

Il progetto coinvolgerà coppie o gruppi relazionali: ognuno ha un suo confine invalicabile, non standardizzabile ma estremamente peculiare e modificabile nel tempo. Gli artisti, attraverso interviste, l’ascolto, il silenzio, l’accoglienza, la poesia, approfondiranno il personale confine del contatto relazionale. 

Realtà Istantanee, finalista a Bridge Art full(Y)_grounding residency#3, ha ricevuto nel 2017 la Menzione Speciale Gestalt. 

Durante i giorni di residenza il progetto verrà approfondito ed arricchito da una serie di appuntamenti che coinvolgeranno artisti e diversi operatori culturali. 

SCARICA LA CARTELLA STAMPA

Programma appuntamenti

/ Sabato 1 giugno ore 18.00
Performance Kontaktgrenze di Barbara Lalle e Marco Marassi
con la partecipazione della FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali
con la partecipazione di Roberto Bellatalla – contrabbassista

La performance coinvolgerà tre coppie di atleti della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali e sperimenterà il tema del contatto nella dinamica del gesto, orchestrata dal vivo, durante la quale suoni ed azioni entreranno a fare parte di un unico meccanismo di relazione. 

/ Domenica 2 giugno ore 17.00 – 19.00
Incontro con Francesco Pieroni, psicologo e psicoterapeuta
Noi, frontalieri” – incontro interattivo sull’esperienza umana di confine e di contatto 

/ Martedì 4 giugno ore 16.00- 19.00
Tigrotto e la Coccoleria
con Diego Tigrotto Glikman

La Coccoleria è uno spazio morbido e sicuro dove abbandonarsi a gesti di tenerezza, affetto e amore senza sentirsi giudicati. Circondate da cuscini, peluches e bolle di sapone, persone adulte possono abbracciarsi, accarezzarsi, farsi i grattini: praticando la cultura del consenso, senza aspettative, in base ai loro bisogni, desideri e limiti. Faremo giochi, condivideremo energie e l’ossitocina: un ormone che ci fa sentire rilassati, ma anche gioiosi e giocherelloni! Ci sono dei principi da seguire e siamo liberi di interagire o meno, in base a come ci sentiamo, in qualunque momento. L’importanza di baci, abbracci, carezze e altre manifestazioni di affetto è provata dalla scienza: coccole e tenerezze rispondono a un bisogno innato di sentirsi riconosciuti, apprezzati, protetti, sostenuti, amati, e possiedono straordinari poteri rigeneranti del benessere psico/fisico.

/ Giovedi 6 giugno
ore 17.00
Talk Performance e confine di contatto
Intervengono: Michela Becchis, Tiziana Cera Rosco, Barbara Lalle, Nora Lux, Lilith Primavera, Helena Velena. Modera Roberta Melasecca

ore 18.30
Contatto di Barbara Lalle
Performance con Flavio Massimi

con la partecipazione della soprano Loredana Margheriti e delle coriste Daniela Carreras, Antonia Castellani, Maria Teresa Filetici, Susanna Marilungo, Marcella Marinelli, Valeria Vivarelli

In Contatto, l’autoritratto prende vita sul corpo del performer, mano mano che entrerà in contatto con il suo pubblico, e da tela bianca, esposta alla galleria della vita, il suo corpo diventare percezione di Sé. L’idea che abbiamo di noi stessi è una costruzione molto complessa, della quale non siamo mai pienamente consapevoli: si tratta di sensazioni interiori che si stratificano con esperienze di vita e che assorbono riflessi e valutazioni delle emozioni altrui. Non sempre, tuttavia, l’immagine che gli altri ci restituiscono è corretta, incondizionata, limpida e scevra dal pregiudizio; anzi molto spesso è distorta da fobie e debolezze nostre e di coloro con cui entriamo in contatto.

/ Venerdi 7 giugno ore 16.00 – 19.00
Giochi psicologici per sviluppare il contatto, la comunicazione e l’espressione corporea
con Simona Balistreri

Tramite i giochi di gruppo psicologici, i partecipanti sperimenteranno il contatto, le varie possibilità comunicative e l’espressione del corpo. Saranno utilizzate tecniche di rilassamento, di fantasia guidata, di giochi di comunicazione non verbale e di movimento creativo. Tutto ciò al fine di far sperimentare ai partecipanti L’acquisizione di nuovi modi di sentirsi, di pensare e di relazionarsi.

/ Sabato 8 giugno
ore 17.00
Talk Fotografia e confine di contatto
Intervengono: Gerald Bruneau, Tano D’Amico, Luigi Filetici, Andrea Pizzi, Andrea Sabbadini. Modera Marco Marassi

ore 18.30
Pigmalione vs Narciso di Daniele Casolino con Damiana Ardito
Video-installazione e performance

Pigmalione è Narciso, è Alice che rompe lo specchio, creatore e distruttore di se stesso per l’immagine artificiosa. L’artista che si completa nell’opera perdendosi in essa. Un artista, la sua modella, il suo modello di arte, la sua idea e la sua forma, si scambiano in un gioco metaartistico i ruoli, in una sorta di fenachitoscopio primordiale che si ritrova gif di tendenza nel nuovo digitale. La Video installazione site specific, è stata pensata per essere proiettata in loop su due pareti contrapposte a specchio in cui l’artista e la modella proiettati si guardino frontalmente. Nella giornata una performance live interepreterà in un nuovo “specchio” stavolta fisico e collocato, la stessa scena con gli artisti in scena. La versione allegata è in versione video standard con le due parti affiancate anziché speculari.

/ Domenica 9 giugno ore 17.30
Realtà istantanee
Performance di Barbara Lalle e Marco Marassi

 

INFO

Barbara Lalle – Marco Marassi
Realtà Istantanee
a cura di Roberta Melasecca
Organizzazione e comunicazione: Interno 14 next
Con la collaborazione di: Bridge Art, FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, Museo FIJLKAM
Progetto grafico: Alessandro Arrigo

 

 

 

1- 9 giugno 2019 
MACRO – Project Room
Via Nizza 139 Roma

Barbara Lalle barbix2002@libero.it 
Marco Marassi – www.marcomarassi.com

Organizzazione e Comunicazione
Interno 14 next
Roberta Melasecca Curator&Press

roberta.melasecca@gmail.cominfo@interno14next.it
tel. 3494945612
www.interno14next.it. www.melaseccapressoffice.it

Reti di ricordi Progetto per la memoria del Museo Tucci | MACRO Roma – 5 giugno 2019

Reti di ricordi  Progetto per la memoria del Museo Tucci 
a cura di Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Michele Marinaccio
con Donatella Mazzeo, Paola D’Amore, Massimo Livadiotti, Vittoria Biasi, Paola Romoli Venturi, Donatella Pinocci

5 giugno 2019  ore 10.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
MACRO – Auditorium – Via Nizza 138 Roma

 

Il giorno 5 giugno 2019 l’Auditorium del MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma ospiterà il progetto Reti di ricordi Progetto per la memoria del Museo Tucci, a cura di Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Michele Marinaccio, con Donatella Mazzeo, Paola D’Amore, Massimo Livadiotti, Vittoria Biasi, Paola Romoli Venturi, Donatella Pinocci: una giornata di memorie, dialoghi e proposte su ciò che il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” è stato nella sua sede di Palazzo Brancaccio, nel cuore del Rione Esquilino a Roma, con l’auspicio che le sue collezioni possano essere nuovamente esposte nella loro interezza.

Infatti il 31 ottobre 2017 le porte di Palazzo Brancaccio in via Merulana 248, storica sede del Museo Nazionale d’Arte Orientale intitolato a Giuseppe Tucci, si sono chiuse al pubblico, ed è iniziato il trasferimento delle collezioni presso il Museo delle Civiltà all’EUR. Questo non può lasciare indifferenti le persone che hanno frequentato ed amato il Museo nella sede che ha avuto per sessant’anni (dal 1957 al 2017), poiché le sue collezioni sono come un organismo vivente che ora ha cambiato le sue coordinate spaziali e, soprattutto, la sua relazione con il territorio circostante. 

Il progetto Reti di ricordi ha l’intento di valorizzare la memoria di ciò che il Museo Tucci è stato nella sua sede di Palazzo Brancaccio, sottolineando la relazione creatasi nel tempo tra le opere e le persone che le hanno studiate, custodite, protette, visitate; la relazione tra le collezioni che Palazzo Brancaccio conteneva e il quartiere Esquilino, da decenni luogo di insediamento di comunità asiatiche. Ulteriore intento di questo progetto è seguire le sorti delle preziose collezioni del Museo Tucci, che si auspica possano essere al più presto esposte interamente, e così fruite in tutta la loro bellezza e ricchezza. 

Il progetto sarà ospitato al MACRO, in una giornata di lavoro, incontro, confronto, informazione, mercoledì 5 giugno 2019, anniversario della nascita di Giuseppe Tucci.

Durante la giornata del 5 giugno interverranno vari operatori culturali che nel Museo Tucci hanno lavorato o partecipato a progetti artistici e culturali: Luca Barreca, Vittoria Biasi, Tomaso Binga, Lucilla Catania, Franco Cenci, Amrit Chusuwan, Paola D’Amore, Daniela De Dominicis, Maria Antonietta Diana, Anna Maria Di Stefano, Filippo M. Gambari, Roberto Gramiccia, Massimo Livadiotti, Brunella Marcelli, Michele Marinaccio, Donatella Mazzeo, Nour Melehi, Gabriele Novembri, Terry Olivi, Claudia Pecoraro, Donatella Pinocci, Massimiliano A. Polichetti, Dominique Queloz, Paola Romoli Venturi, Adriano Rossi, Sonia Sabbatini, Claudio Strinati, Silvia Stucky. 

Inoltre sono stati coinvolti anche numerosi artisti: Jacopo Benci, Tomaso Binga, Arianna Bonamore, Gianni Capogrossi Cagli Spera, Franco Cenci, Giulia Del Papa, Isabelle Fordin, Elisabeth Frolet, Barbara Lalle e Marco Marassi, Andrea Lanini, Massimo Livadiotti, Federica Luzzi, Roberta Maola, Michele Marinaccio, Roberta Melasecca, Elly Nagaoka, Anna Onesti, Franco Ottavianelli, Donatella Pinocci, Claudia Quintieri, Paola Romoli Venturi, Guendalina Salini, Silvia Stucky, Naoya Takahara. Ognuno di essi ha “adottato” un oggetto della collezione, e su di esso ha realizzato un’opera che verrà presentata nella sessione pomeridiana. Introdurranno Roberta Melasecca e Silvia Stucky. 

INFO

Reti di ricordi  Progetto per la memoria del Museo Tucci 
a cura di Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Michele Marinaccio
con Donatella Mazzeo, Paola D’Amore, Massimo Livadiotti, Vittoria Biasi, Paola Romoli Venturi, Donatella Pinocci
Organizzazione: Roberta Melasecca – Interno 14 next, Silvia Stucky

5 giugno 2019 ore 10.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
MACRO – Auditorium
Via Nizza 138 Roma

MACRO Museo d’Arte Contemporanea 
info.macro@palaexpo.it – tel. 06 696271
www.museomacro.it

Comunicazione
Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
3494945612
www.interno14next.it

PROGETTO GEOGRAFICO // SICILIA | varie sedi – 19/31 maggio 2019

Dal 19 al 31 maggio 2019 si svolgerà in Sicilia il progetto Geografico, ideato e promosso  da Chambres à air, una piattaforma per l’arte e il pensiero creata a Bruxelles da Pietro Fortuna nel 2017. Chambres à air ha lo scopo di sviluppare un programma articolato attraverso il contributo teorico e pratico di artisti, filosofi e ricercatori superando i condizionamenti e le convenzioni culturali del pensiero umanistico. L’edizione di Geografico del 2019 prevede un viaggio di 4 artisti, selezionati da Chambres à air: Marc Buchy (Francia), Pietro Fortuna (Italia), Richard Höglund (Stati Uniti), Lior Gal (Israele), L’itinerario prevede diverse tappe: Catania, Noto, Favara, e Palermo impegnando gli artisti in speech, performance e nella presentazione di opere realizzate in situ, nonché di interazioni e scambi con alcuni artisti delle residenze ospitanti. Per l’occasione sarà prodotto per la Tailsfilm un documentario diretto da Alessandra Populin e una pubblicazione che comprenderà oltre a scritti e annotazioni degli artisti partecipanti anche una selezione di testi critici di osservatori esterni presenti nei diversi contesti. 

La Sicilia è un laboratorio di scambio e sinergia, con precise istanze socio-culturali e suggestioni paesaggistiche e artistico-culturali capaci di trasformare il viaggio e l’ospitalità in una dimensione conoscitiva profonda. “Abbiamo pensato a questa terra – scrive Pietro Fortuna – come la terra a sud di quell’Europa oggi sottomessa al dogma della globalità, cioè a quel processo che antepone l’accettazione dei propri modelli culturali a ogni impulso di revisione critica ed esistenziale. Un processo sempre più distante dalla Vita, che rappresenta il vero rimosso di un umanesimo che s’impone con le ragioni dell’apparire alla verità dell’essere”. 

Il progetto co-curato e coordinato da Lori Adragna, si snoderà fra varie tappe cominciando da Catania dove il 23 maggio, sono previsti alcuni incontri/talk a cura di Giampiero Vincenzo: la mattina, con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e il pomeriggio, con artisti locali presso White Garage. Si procede per Noto, con una residenza nella casa degli artisti all’interno di Tenuta la Favola, sede di Bridge Art. L’interazione con il pubblico avverrà il 25 maggio presso Palazzo Landolina dove gli artisti proporranno alcuni interventi performativi e installativi. Proseguendo per Scicli, Site Specific l’associazione no profit di Sasha Vinci si attiverà programmando per gli ospiti, percorsi artistico-culturali. 

La tappa successiva, a partire dal 28 maggio, prevede il coinvolgimento del Farm Cultural Park, un progetto di rigenerazione culturale creato da Andrea Bartoli e Florinda Saieva a Favara, in provincia di Agrigento, at traverso residenze e produzioni artistiche e azioni urbanistiche. Infine a Palermo, dove gli artisti saranno ospitati in residenza presso KaOz. 

L’evento di chiusura si svolgerà a Palermo nell’ambito di Border Crossing, il format ideato da Bridge Art, Dimora OZ e Casa Sponge, che avrà luogo dal 30 all’1 giugno all’interno della programmazione di Magione Contemporanea e Palermo Culture, in una modalità diffusa tra Piazza Magione, Dimora OZ, Palazzo Sambuca, KaOZ e il Teatro Garibaldi. In programma un talk/evento con gli artisti di Geografico e una mostra a cura di Lori Adragna che accoglierà gli interventi di: Sonia Andresano, Fabrice Bernasconi Borzì, Marc Buchy, Simone Cametti, Barbara Cammarata, Daniele Di Luca, Pietro Fortuna, Richard Höglund, Lior Gal, Giuseppina Giordano, Piotr Hanzelewicz, Andrea Kantos, Carmelo Nicotra, Isabella Pers, Tiziana Pers, Rossana Taormina, Sasha Vinci. 

INFO EVENTI GEOGRAFICO 

23 maggio ore 10:00 Accademia di Belle arti di Catania, Cos’è la vita, conversazione di Pietro Fortuna – ore 19:00 White Garage, Catania via Malta 61, gli artisti si confrontano con Enrico Aresu (canecapovolto) e Gianpiero Vincenzo sui temi della teoria e pratica dell’arte contemporanea
25 maggio ore 19:00 Palazzo Landolina, Largo Landolina N.2, Noto, interventi performativi e installativi
28 maggio, Farm Cultural Park, Favara, speech, performance, installazioni
31 maggio ore 10:00 – 19:00 evento diffuso tra Piazza Magione, Dimora OZ, Palazzo Sambuca, KaOZ e il Teatro Garibaldi. Talk con gli artisti di Geografico mostra a cura di Lori Adragna con gli interventi degli artisti di Geografico in dialogo con quelli delle residenze siciliane. 

INFO

IDEAZIONE
Chambres à air 

CURA
Lori Adragna Chambres à air Gli Artisti 

ORGANIZZAZIONE
Chambre à air Bridge Art Bordercrossing 

NELL’AMBITO DI
Border Crossing Magione Contemporanea 

ARTISTI DI CHAMBRE À AIR
Marc Buchy (Francia), Pietro Fortuna (Italia),
Richard Höglund (Stati Uniti), Lior Gal (Israele) 

ARTISTI BORDERCROSSING
Sonia Andresano, Fabrice Bernasconi Borzì, Simone Cametti, Barbara Cammarata, Daniele Di Luca, Giuseppina Giordano, Piotr Hanzelewicz, Andrea Kantos, Carmelo Nicotra, Isabella Pers, Tiziana Pers, Rossana Taormina, Sasha Vinci. 

PARTNER
Bridge Art /Tenuta la Favola, Noto Istituto Raeli, Noto Palazzo Landolina, Noto Site Specific, Scicli Albergo Diffuso, Scicli, Farm Cultural Park, Favara Accademia di Belle Arti, Catania White Garage, Catania, Dimora Oz / KaOz, Palermo, Istituto Italiano di Cultura, Bruxelles Musumeci Contemporary, Bruxelles Tailsfilm Production, Roma Archivio Fortuna, Roma / Bruxelles Interno14 Next, Roma 

MEDIA PARTNER
Artribune

PATROCINI Comune Catania, Favara. Palermo, Noto, Modica, Scicli

UFFICIO STAMPA
MLC
+ 39 0917770378 + 39 3389701502 + 39 329795 

Emanuela Fabozzi – Faccebook – a cura di Roberta Melasecca | Galleria Frammenti d’Arte Roma

Emanuela Fabozzi
Faccebook
A cura di Roberta Melasecca

23 maggio 2019 ore 18.30 | Galleria Frammenti d’Arte | Roma
Fino al 30 giugno 2019

Il giorno 23 maggio 2019 alle ore 18.30 la Galleria Frammenti d’Arte presenta la mostra personale Faccebook di Emanuela Fabozzi, a cura di Roberta Melasecca. 

In mostra le 100 “facce” di amici reali-virtuali dell’artista in tele dal formato 20×20 cm, sculture ed oggetti in ceramica che costituiscono i diversi volti dello stesso progetto artistico. 

___________

E così ci incontreremo, / lasceremo, risa in sala / sette passi, sette leghe / tra di noi c’inventeremo. / E quasi non bastassero / i dolori della vita / – ci uccideremo con le parole. / Poi faremo un bell’inchino / che alla farsa porrà fine. / Tutti a letto se ne andranno / divertiti da morire. (Wisława Szymborska, Opera buffa da “Amore a prima vista”)

E’ inevitabile. La rete ormai fa parte integrante della nostra realtà e non costituisce più un mondo parallelo: viviamo, come afferma il giornalista Francesco Longo, in una società “aumentata”, dove non è più necessaria la distinzione tra online e offline. Immersi in un sistema di narrazioni, è il nostro viso che entra in gioco. Senza corpi, miliardi di facce si susseguono vorticosamente negli schermi dei nostri cellulari. La nostra immagine – e forse con essa anche la nostra identità – è al centro dell’universo, di singoli e microscopici universi imperniati su conformazioni in continuo cambiamento, diversi, categorizzabili. 

Un recente studio condotto da Daniel Preoţiuc-Pietro dell’Università della Pennsylvania ha esaminato 66 mila utenti su Twitter e analizzato 3.200 tweet tra i più recenti di ognuno: dei 66 mila utenti ne sono stati selezionati 434, sui quali è stata condotta un’analisi psicologica più approfondita attraverso il metodo “Big Five“. Mettendo in relazione i risultati dei test con i caratteri emersi dalle foto profilo, lo studio ha dimostrato che la foto in evidenza, che inseriamo nei social network, può fornire informazioni dettagliate sulla nostra persona, al punto da delineare cinque profili e cinque caratteristiche: estroversione, amicalità, coscienziosità, instabilità emotiva, apertura mentale. E così la foto dell’estroverso è colorata, senza occhiali e decisamente giovanile; l’amichevole mostra un’immagine variopinta, ma non molto nitida, con un viso sorridente; il coscienzioso si comporta in modo pianificato, si mostra soddisfatto e felice, spesso è da solo ed appare più vecchio che nella realtà; il nevrotico non nasconde il carattere negativo ed inserisce spesso un oggetto anziché il proprio volto; infine chi denota apertura mentale si presenta in modo stravagante e inusuale, preferendo anche lui un oggetto.

La giornalista e psicologa polacco-americana Aleks Krotoski si chiede: “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Lo schermo dello smartphone restituisce, dunque, secondo la Krotoski, un’immagine veritiera della propria identità ma anche facilmente manipolabile. Ed oggi due sono le correnti, naturalmente opposte, che si fronteggiano su tale questione: i social media creano una socialità reale? Interagiamo veramente con le centinaia di contatti che abbiamo online? La qualità di queste relazioni è uguale a quelle che abbiamo nel mondo “fisico”? La nostra identità sui social è autentica?

Nella realtà aumentata di Facebook, Twitter o Instagram, cerchiamo di realizzare quello che gli altri si aspettano da noi e, per poter piacere a tutti, dobbiamo rinunciare a quello che maggiormente ci caratterizza. Dunque, secondo questa prima tendenza, nei social noi non realizziamo la nostra identità: i social ci manipolano, rendendoci dipendenti dai feedback e ci allontanano da quello che siamo veramente; forzano il confine dell’identità, facendola a volte coincidere con l’immagine di essa e mettendola a disposizione di un pubblico non selezionato. La rete diviene uno spazio creativo entro cui ideare il proprio sé, alimentando le forme della simulazione, generando un personaggio o una molteplicità di personaggi e interpretandone i ruoli.

La seconda corrente mette, invece, in evidenza come non ci sia alcun motivo per non credere che le storie degli altri non siano narrazioni e descrizioni di vita autentica. Dopotutto anche nella vita reale cerchiamo, ad esempio, di apparire più belli, come facciamo nei social, oppure sempre e comunque siamo soggetti al giudizio altrui. Reiterando la dimensione del cafè, le opinioni che ci scambiamo riflettono il nostro pensiero, sia in ambito reale e sia virtuale, e a volte ci uccidiamo con le parole. Cameron Marlow, sociologo in-house di Facebook, dall’elaborazione dei tracciamenti dei server, ha evidenziato come il profilo di consumo di Facebook si dimostri molto simile al quadro delle relazioni che l’individuo intrattiene real life. 

In questo ampio dibattito a cui partecipiamo tutti indistintamente e inconsciamente, Emanuela Fabozzi, partendo da un’ampia formazione accademica e da una lunga esperienza nella scultura, ceramica, incisione e scenografia, apre un’altra finestra sul suo desktop e ci fa entrare nel suo spazio di costruzione della realtà e dell’identità. Sollecitata dalle suggestioni dell’art brut e della reminiscenza del fumetto, l’artista dipinge 100 volti di suoi “amici” – virtuali/reali -, 100 facce che rappresentano, nella loro permanenza e fuggevolezza, le classiche tipologie di profili che popolano il web. 

Muovendo da una riflessione sul rapporto tra rete, immagine e le forme del sé, le facce di Faccebook rispondono ad un preciso linguaggio decodificativo. La serie dei 100 si caratterizza per una ripetizione di stilemi: il contorno preciso e lineare, l’utilizzo di colori primari e derivati sgargianti e netti, il fondo monocromo in stile “foto-tessera”. Ogni personaggio è definito con il suo preciso carattere distintivo di gioia o tristezza, smarrimento o impertinenza, forza o alienazione, ma gli elementi che compongono il viso, a sembianza di dolci di una infanzia trascorsa, generano un ossimoro tra immagine rappresentata e carattere indentitario dell’immagine stessa: i bucaneve per gli occhi, i rigoli al posto del naso, i capelli come glassa delle torte con le colorazioni artefatte dei gelati.

Toni e dettagli disegnano, così, un mondo apparentemente giocoso, schiettamente ironico, a rappresentare le innumerevoli interfacce digitali attraverso cui agiamo, decidiamo, lavoriamo e viviamo. E il gesto dell’artista, puro e inesorabile, si declina in diversificati ludici media e tecniche – dalle tele 20×20 cm, alle sculture, agli oggetti ceramici – , a mistificare la figurazione di un volto sociale che cerca, contemporaneamente, il riconoscimento e la simulazione di un io modulare, assemblabile, fedele a tutte le diverse personalità che si sviluppano. 

I 100 volti di Faccebook non sono individui noti e riconoscibili e l’artista non li delinea con la volontà del ritratto o della caricatura: sono immagini definite nella loro indeterminatezza, nelle quali ognuno può identificarsi nelle fattezze, nel particolare aggiunto, nello sguardo, nella casuale coincidenza con aspetti identitari. Nella bruta consapevolezza dell’impossibilità di riuscire ad intrecciare tanti elementi altrui (cit. Remo Bodei), nella fragilità delle probabili relazioni reali e virtuali, Emanuela costruisce un caustico gioco, affollato da un popolo di ipertrofici e perfetti che, ogni sera, spenta la luce e visto l’ultimo volto, andranno a letto, divertiti da morire. 

O, forse, no. 

Testo critico di Roberta Melasecca)

____________

Emanuela Fabozzi. Nata a Roma nel 1956, dopo la maturità artistica al Liceo di via di Ripetta, nel 1979 si diploma in Scultura, Formatura e Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1984, vincitrice di concorso, insegna “arte e immagine” nella scuola media. Ha svolto attività professionali come costumista e scenografa lavorando come assistente di Maurizio Tognalini e Graziella Pera presso il teatro Bagaglino “Salone Margherita” in Gianburrasca di Pingitore, College di Castellano e Pipolo, Segni particolari bellissimo di Castellano e Pipolo, Fantozzi contro tutti di Neri Parenti, Champagnein Paradiso di Maurizio Lucidi; ha collaborato con Graziella Pera ad Indietro tutta di Arbore e Biberon con Gabriella Ferri. Dal 1978 ha lavorato con l’artista Carlo Cattaneo con il quale ha elaborato le illustrazioni della rivista Psicanalisi contro di Sandro Gindro e l’evento legato ai 200 anni dalla Rivoluzione Francese “Furori e Poesia della Rivoluzione” curando l’allestimento di via Giulia; ha inoltre realizzato le marionette per il Teatro dei Sensibili di Giudo Ceronetti. Negli anni ’90 ha partecipato ad eventi ed esposto ed allestito “Passeggiando per le vie dell’arte” al Palazzo delle Esposizioni, “Eva ha mangiato la mela” al Palaparioli; nel 1999 “Arte ai mercati”, progetto di Ludovico Pretesi nella home gallery di Marcella de Donato e strutture metalliche alla galleria di Paola Verrengia, Salerno. Nel 2003 mostra personale “Incontri” a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo con i testi di Barbara Martuscello. Dal 2015 riprende l’arte della ceramica partecipando a mostre collettive all’Ex Cartiera e al Museo delle tradizioni popolari. Dal 2019 collabora con l’Associazione Pandora. 

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione durante il vernissage. 

 

SCARICA LA CARTELLA STAMPA

INFO

Emanuela Fabozzi
Faccebook
A cura di Roberta Melasecca

Con la collaborazione di Interno 14 next

Inaugurazione 23 maggio 2019 ore 18.30

Galleria Frammenti d’Arte
Via Paola 23 – Roma

Fino al 30 giugno 2019

Orari: dal lunedì al venerdì: ore 10.00-13.30 / 16.00-19.30
sabato e domenica su richiesta

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione

www.casaledelgiglio.it 

Galleria Frammenti d’Arte
tel 06.93571441  mob 333.2000389
info@fdaproject.com
www.galleriaframmentidarte.com

Ufficio stampa
Melasecca PressOffice – Interno 14 next
Roberta Melasecca

roberta.melasecca@gmail.com
3494945612
Cartella stampa e immagini scaricabili su
www.melaseccapressoffice.it

Workshop Intensivo di Teatro d’Arte_Dreaming a territory is nearly a bird | Coach: Manuel Canelles 

Workshop Intensivo di Teatro d’Arte
Dreaming a territory is nearly a bird
Coach: Manuel Canelles 

27- 28 – 29 giugno 2019 | Officine Nove – Vicolo del Casale Galvani 9 Roma

Interno 14 next presenta, dal 27 al 29 giugno 2019, presso gli spazi di Officine Nove Roma, un workshop intensivo di ricerca teatrale e performativa ideato e diretto dall’artista internazionale Manuel Canelles, regista e coach teatrale.

Entrare in crisi con se stessi, docili al contatto con il proprio opposto, il pensiero diverso, il punto di vista divergente, la capacità di amplificarsi nel comprendere ciò che non si conosce o ciò che fa paura. Durante il workshop si attua un processo di osmosi che permette all’attore di uscire dal proprio narcisismo e dalle proprie convenzioni (o convinzioni) stilistiche e porsi in uno stato vigile- di fronte al proprio ignoto, di fronte al proprio abisso.

Il Workshop Intensivo di Teatro d’Arte_ Dreaming a territory is nearly a bird è un corso intensivo che si svolge nell’arco di tre giornate. Prevede un primo giorno di propedeutica, training di rilassamento e respirazione; durante il secondo giorno si porterà avanti un percorso sulla parola e sulla voce; mentre l’ultimo giorno sarà dedicato alla sperimentazione dell’uso del proprio corpo. Il workshop terminerà con una prova aperta al pubblico.
La sede del workshop è Officine Nove – Via del Casale Galvani, 9 – Roma. 

Il workshop è rivolto a chiunque voglia sperimentare e mettere alla prova se stesso, il proprio corpo e le proprie insondate capacità. Età minima 18 anni. Il numero minimo di partecipanti è 8; il numero massimo è 12. Il costo del workshop è di € 300,00 e comprende tre giorni di workshop intensivo, materiali necessari all’approfondimento dei temi trattati. Non sono compresi viaggi e trasferte, né vitto e né alloggio.

Per partecipare è necessario mandare una richiesta di iscrizione corredata da una lettera motivazionale all’indirizzo info@interno14next.it entro il giorno 20 giugno 2019. 

Ogni cambiamento ha bisogno del proprio tempo. Esiste un unico principio olistico che caratterizza le nostre declinazioni e ci permea. La ricerca del disequilibrio e degli opposti è la base per il lavoro sulcorpo, sulla voce, sul movimento, sulla gestualità. Non esistono scarti, tutto è materia prima. Anche ciò che riteniamo scontato e invisibile, a partire dall’aria che ci circonda o dallo sguardo che penetra o dal respiro che nutre.” (Manuel Canelles)

Manuel Canelles lavora in ambito internazionale come regista, coach teatrale e artista visivo fluttuando tra diversi codici espressivi. Le sue azioni presuppongono sempre un metodo di lavoro collettivo.  Concentra ogni sua azione artistica sulla pratica relazionale con l’obiettivo di ridefinire il linguaggio scenico per applicarlo alla dimensione dell’arte contemporanea. Attraverso questa matrice teatrale – dominante di ogni azione artistica – problematizza il confine tra rappresentazione e realtà, cercando di indagare la condizione provvisoria della memoria e la precarietà dell’esistente. www.manuelfannicanelles.comwww.canelles.org

Per info e iscrizioni
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
+393494945612
www.interno14next.it

**************************

PROGRAMMA

Giovedì 27 giugno
PROPEDEUTICA
/ ore 16.00 -21.00

– Training di rilassamento e ascolto
– Gli elementi dentro di sé. Terra e aria. Acqua e fuoco.
– Respirazione e nota di risonanza
– Tecniche base di respirazione, emissione ed uso della voce
– Per una pedagogia della parola. Propedeutica.

Venerdì 28 giugno
LA VOCE LIBERATA 
/ ore 10.30 – 13.00
/ ore 15.00 – 21.00

La parola singola agisce quando ne incontra una seconda che la provoca e la costringe a uscire dai binari dell’abitudine. Le tecniche che verranno prese in considerazione portano l’allievo a sviluppare il percorso sulla parola, esplorando le molteplici variazioni della sonorità dello strumento/voce, alla ricerca dei “segreti” nascosti all’interno delle frasi e delle stesse lettere. Il modulo viene svolto in contemporanea alla lettura, in italiano, di testi specifici di riferimento. Il particolare il modulo si soffermerà con particolare attenzione sugli esercizi di comunicazione cercando di incentivare una dinamica di ascolto, libera da filtri o blocchi fisico-emotivi, incentrandosi sui principi che sono alla base di ogni tecnica di comunicazione.

-Training di rilassamento e ascolto
-Training motorio atto a sviluppare e potenziare una buona coscienza fisica
– Sezioni del corpo, equilibri e disequilibri
– Voce e movimento nello spazio
– Lavoro sulle dinamiche comunicative e sui linguaggi
– Collegamento tra intenzione ed espressione.
– Sperimentazione della parola nella narrazione
– Avvicinamento a testi e conseguente lavoro di base.
– Tecniche di lettura creativa
– Avvicinamento alla lettura a prima vista

Sabato 29 giugno
IL GESTO LIBERATO
/ ore 10.30 – 13.00
/ ore 15.00 – 21.00
/ ore 19 prova aperta al pubblico

Il laboratorio prevede una sperimentazione dell’uso del proprio corpo, l’esplorazione dei suoi limiti fisici e la scoperta della fisicità del testo; si propone l’obiettivo di rendere l’attore stimolato nell’immaginazione e capace di improvvisare scene di forti passioni e sentimenti contrastanti.

– Percezione e sensorialità. 
– Il corpo come oggetto. L’apparato scheletrico e il contatto 
– Il corpo/voce Il registro gestuale.
– La trascrizione gestuale di un testo. 
– Lo spazio vuoto e l’invisibile essenziale
– Disequilibrio e ricerca del limite personale
– Il rapporto con gli spettatori 
– Dissociazione voce-corpo

INFO

Workshop Intensivo di Teatro d’Arte
Dreaming a territory is nearly a bird
Coach: Manuel Canelles

Ideazione e direzione: Manuel Canelles
Organizzazione: Interno 14 next
Responsabile organizzazione e iscrizioni: Roberta Melasecca
Con la collaborazione e il supporto di: Officine Nove 

Officine Nove
Via del Casale Galvani, 9 – Roma

Roberta Melasecca
info@interno14next.it
+393494945612
www.interno14next.it

Paolo Garau – Fragment | Fondazione Umberto Mastroianni Castello di Ladislao Arpino

Paolo Garau
Fragment
a cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione sabato 4 maggio 2019 ore 18.00

Fondazione Umberto Mastroianni 
Castello di Ladislao – Piazza Caduti dell’Aria – Arpino (FR)
4 maggio – 30 giugno 2019

 

Sabato 4 maggio 2019 alle ore 18.00, presso il Castello di Ladislao di Arpino, sede della Fondazione Umberto Mastroianni che accoglie la più ricca e rappresentativa eredità di uno dei più eclettici e geniali scultori del ‘900 e la memoria di un’intera famiglia di artisti, i Mastroianni, apre al pubblico Fragment, un percorso espositivo che raccoglie le opere di Paolo Garau.

La mostra, curata da Roberta Melasecca, aperta fino al 30 giugno, è parte di un progetto ampio, che si articola intorno ad una riflessione sulla scultura e il disegno. Si sviluppa in due differenti momenti che tuttavia partecipano dello stesso animo e spirito: il primo si focalizza sulla scultura ed è stato progettato per gli spazi della Fondazione in stretto dialogo con le opere della collezione permanente; il secondo si concentra su di un confronto tra disegno e scultura e sarà presentato presso gli ambienti di 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery di Roma nel prossimo mese di settembre. 

Ad accogliere il visitatore, nel cortile interno, una scultura di grandi dimensioni che innesca il confronto con la monumentalità di Umberto Mastroianni, mentre, nelle sale, diciotto sculture, realizzate in resina acrilica e foglia oro, rimandano per contrasti e sottili sintonie visive alle opere della collezione permanente. 

Un unico catalogo, con i testi critici di Loredana Rea direttore della Fondazione Umberto Mastroianni, Cesare Biasini critico d’arte, curatore e saggista e direttore editoriale di Exibart, Annalisa Ferraro critica d’arte e curatrice, riassumerà, a fine progetto, entrambe le fasi a rappresentare i volti e frammenti della stessa ricerca artistica.

—————

“Immaginiamo un piano nello spazio. Immaginiamo che tale piano possa avere la capacità di sezionare, secondo direzioni perpendicolari o oblique, solidi frattali o variamente articolati che incontra in una precisa dimensione spaziale e temporale. Nel momento in cui il piano ruota e cambia direzione, i frammenti derivanti risultano sempre diversi e le funzioni vanno ogni volta ricalcolate in base alle mutate condizioni. L’oggetto sezionato si presenta in due diverse configurazioni: quella frattale nel suo stato primitivo e quella euclidea definita dal piano di sezione. 

Le due strutture compresenti nel corpo frazionato sono così soggette a diverse leggi: mentre l’una si basa su un algoritmo, l’altra può essere espressa mediante un’equazione e la misurazione complessiva dell’oggetto è contemporaneamente elementare e complessa. E’ un metodo di non- separazione e non-disgiunzione dei livelli di conoscenza. 

Paolo Garau utilizza un simile metodo di analisi nella scultura e nel disegno: sezionando con piani ideali, Paolo spezza la continuità delle superfici, differenzia i volumi nello spazio e i risultati del suo plasmare materia ed energia sono segmenti anatomici di un’umanità non meglio identificata, silenziosa, dormiente (cit. “Introspezioni classiche” di Anna Maria Panzera), che custodiscono, protetti come in un grembo materno, informazioni e coscienze significanti. 

La ricerca artistica di Paolo Garau muove da una conoscenza approfondita della realtà, ma non è visione naturalistica dell’arte classica; procede con la scomposizione degli oggetti ma non è molteplicità di visione del cubismo; deforma la figura ma non è tragica condizione esistenziale dell’espressionismo. Rompe invece la complessità, introducendo la semplicità e innescando un processo di elaborazione interiore. Il bianco e candido frammento non svela l’arcano mondo intimo delle cose, ma lo interiorizza e lo implode in se stesso, al fine di attivare gli inconsci meccanismi di immaginazione. Fragilità, evanescenti travagli, metafisiche memorie rimangono catturati sul levigato piano, anch’esso niveo o ricoperto da una dorata patina. 

I volti della teoria del piano sono essere anonimi, non riconoscibili nelle precise fattezze, a volte coincidenti con essenze di pezzi anatomici. Lasciano il corpo oltre se stessi e si tramutano in spicchi di realtà possibili e probabili. Si vestono di lontane reminiscenze e si ritrovano trasformati in solidi di rivoluzione dai contorni sinuosi e morbidi. Contengono ogni umano sentire e sperano un semplice e immediato contatto che possa trasferire visioni e immagini. Attendono di essere liberati e acquisire rinnovate identità. 

E così l’artista, intervenendo, sul cemento, sul gesso con la resina, compie l’operazione del sottrarre e aggiungere: togliere materia, inglobare energia e non-materia secondo una funzione esponenziale. E dentro trovare un numero infinito di futuri possibili, fluttuare lungo molteplici orizzonti di eventi, coesistere in diverse dimensioni, arrivare all’attimo prima della singolarità dove spazio e tempo finiscono.”

Testo critico di Roberta Melasecca

Paolo Garau nasce nel 1975 a Roma dove vive e lavora. Nel 1998 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma sezione scultura e nel 1999 frequenta il Corso TAM di scultura di Pietrarubbia (PU), presieduto da Arnaldo Pomodoro. Nel 2001 partecipa al Progetto Leonardo a Berlino. Si dedica principalmente alla scultura: la sua ricerca artistica è incentrata sulla sperimentazione di nuove composizioni formali, spesso partendo da elementi anatomici di persone con le quali entra in relazione, al fine di produrre calchi delle parti interessate. Dal 2003 è docente di scultura e arte nelle scuole superiori. Si occupa anche di progettazione e realizzazione di elementi scenici e decorativi. Utilizza diversi materiali: ceramica, metalli, resine sintetiche, legno e tessuti. Nel 2008 partecipa alla residenza d’artista presso il Castello di Rivoli con il progetto “Real presence” e nel 2015 partecipa alla residenza Bocs Art di Cosenza, a cura di Alberto Dambruoso.

 

SCARICA LA CARTELLA STAMPA CON TESTO CRITICO E OPERE

 

 

INFO

Paolo Garau
Fragment
A cura di Roberta Melasecca
Promossa dalla Fondazione Umberto Mastroianni
Con la collaborazione di Interno 14 next

Inaugurazione 4 maggio 2019 ore 18.00

Castello di Ladislao
Piazza Caduti dell’Aria – Arpino (FR)

Fino al 30 giugno 2019
Orari: da martedì a venerdì 9.30-12.30 – sabato 9.30-12.30 / 15.00-18.00 – domenica 15.00-18.00

Fondazione Umberto Mastroianni
telefono: 0776848105
e-mail: info@fondazionemastroianni.it
www.fondazionemastroianni.it
www.facebook.com/FondazioneUmbertoMastroianni 

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
www.interno14next.it

Ufficio stampa
Melasecca PressOffice
tel. 3494945612
info@melaseccapressoffice.it
testi e immagini scaricabili da www.melaseccapressoffice.it

Adottart 3 all’Esquilino

Adottart 3
A cura di Michela Becchis e Roberta Melasecca
testi di Michela Becchis
con il patrocinio del Municipio Roma I Centro

13 aprile 2019 ore 16.00 – Rione Esquilino Roma

Con la primavera torna Adottart, la bella stagione artistica dell’Esquilino, a cura, questa volta, di Michela Becchis e di Roberta Melasecca con i testi di Michela Becchis e il patrocinio del Municipio Roma I Centro. Nata da una idea di Franco Cenci e promossa dall’Associazione Arco di Gallieno, la manifestazione è un reciproco adottarsi tra artisti e botteghe. “Bottega” significa ripostiglio, luogo destinato a riporvi oggetti di ogni sorta per farvi negozio, ma è anche, dal Medioevo in poi, lo studio di artisti affermati, che lavoravano assistiti da aiuti e discepoli. Con Adottart, i due significati si congiungono per invitare tutti a una passeggiata e scoprire artiste e artisti che hanno fatto di una lavanderia, due librerie, una farmacia, un cinema, una boutique, un mobilificio, un laboratorio orafo, una bottega, portando su strada la possibilità di vedere un’opera d’arte congiungersi ad un luogo. Il 13 aprile a partire dalle 16 e fin verso le 20 comincerà il giro di questa galleria diffusa, come ogni buona galleria ospitale, da scoprire, dove luogo per luogo si troveranno le opere, introdotte dalla curatrice di questa edizione, accompagnate da letture, da piccoli brindisi, conversazioni.

Artisti partecipanti: Fabio Alecci, Navid Azimi Sajadi, Primarosa Cesarini Sforza, Lea Contestabile, Gianluca Esposito, Elizabeth Frolet, Sabina D’Angelosante, Amedeo Longo, Patrizia Molinari

Botteghe e luoghi: Libreria per Bambini “The Little Reader”, Farmacia Longo, Libreria “Pagina 2”, Lavanderia “Luca”, Boutique Sitenne, Mobilificio Grilli, Laboratori orafo “Uno e Plurale”, Spazio “Apollo 11”

Orario tour
h 16.00 Patrizia Molinari, Spazio Apollo 11, via N. Bixio 80/A
h 16.30 Gianluca Esposito – The Little Reader, via Conte Verde 66
Lettura da “Una Zuppa di Sasso” 
h 17.00 Fabio Maria Alecci, Lavanderia Luca, Via Principe Umberto 14
h 17.30 Primarosa Cesarini Sforza e Lea Contestabile, Pagina 2, Via Cairoli 63
h 18.00 Elisabeth Frolet, SiTenne,  via Petrarca 1 – Buffet
h 18.30 Navid Azimi Sajadi, Farmacia Longo,  piazza Vittorio Emanuele 46
h 19.00 Sabina D’Angelosante, Arredamenti Grilli, p.zza Vittorio Emanuele 127-128
h 19.30 Amedeo Longo, Uno e Plurale, via San Martino ai Monti 47 – Aperitivo

Info: www.adottart.it – 3492605792

———–

Patrizia Molinari  / Spazio Apollo 11
SPECCHI. Il critico e scrittore Mario Fortunato ha definito i graffi sugli specchi di Patrizia Molinari “tagli dell’anima”. Patrizia Molinari definisce molti dei film che APOLLO 11 programma dei graffi di denuncia sulla superficie di quel che non si vuole vedere. Gli specchi di Molinari sono la negazione dell’immagine ovvia, quella che si è certi di trovare per strada sollevando distrattamente lo sguardo verso una superficie che rimanda la nostra immagine. L’artista si assume quindi il rischio e la responsabilità di offrire all’osservatore un’immagine altra, che non risieda in una consuetudine tutta mentale ma che  ci permetta di guardare con attenzione alla realtà, di fissare lo sguardo sul vero. Quale soprassalto ci coglierebbe se d’improvviso, guardandoci allo specchio ci trovassimo col viso abraso, tagliato, ferito? Quale timore ci prenderebbe in un tempo e in molti luoghi che mal sopportano anche i segni del tempo sui nostri volti? Ecco, è a questo momentaneo turbamento che invitano gli specchi di Molinari e i film di APOLLO 11. Momentaneo perché non è il trauma che queste scelte vanno cercando, ma quei sussulti che aiutano a capire il dolore di una lesione, personale o collettiva, e che come le zolle tettoniche riemergono in apparenti momenti di quiete. Insomma come funziona la coscienza.

Patrizia Molinari | Tel. 064821532 |     patriziamolinari12@gmail.com |  www.patriziamolinari.com 

Spazio Apollo 11
Nato oltre quindici anni fa dalla scommessa di un gruppo di amici, l’Apollo 11, ormai è una vera e propria istituzione. Questa associazione infatti è il punto di riferimento per il mondo dei documentari a Roma. La scelta di questa forma di arte così particolare, è avvenuta per colmare un vuoto che c’era nelle varie sale romane, ma anche per omaggiare (la sala infatti è dedicata a lui) un autore che negli anni ’70 ha dato nuovo slancio e vitalità al mondo del documentario, il regista Vittorio De Seta. Venuto alla luce “come associazione no profit”, è stato da subito concepito come “ente per l’aggregazione e mezzo di divulgazione di cultura attraverso le immagini”. La sua è una storia certo non facile, come spesso capita ai posti che provano ad investire nella cultura. Risorto dalle ceneri del ex cinema Apollo, che rischiava la chiusura, è  stato da prima ospitato da una scuola confinante, poi nel 2001 ottenuti i riconoscimenti “ufficiali” ha iniziato la sua avventura. Da quel momento in poi è stata una continua crescita, che ha portato questo centro culturale ad una sorta di “festival permanente”. Due infatti sono gli eventi che caratterizzano l’Apollo 11, il festival “Racconti dal vero”, che ospita documentari da tutto il mondo, oltre a prime visioni d’autore che nelle classiche distribuzioni troverebbero poco spazio; e l’appuntamento annuale di “Festa Romana” rassegna letteraria dedicata ad uno scrittore, in cui appassionati e amanti del “festeggiato” leggono passi delle sue opere.Oggi l’Apollo 11 conta più di 15000 iscritti e ha in progetto di crescere ancora, continuando con le iniziative già ben radicate, ma anche aprendo le proprie porte a eventi musicali (qui è nata l’Orchestra di Piazza Vittorio).Non solo documentari quindi, ma un piccolo paradiso, dove condividere cultura a trecentosessanta gradi. Una splendida scoperta, che speriamo diventi un esempio per Roma.  [Marco Baldari da www.laplatea.it]
Spazio Apollo 11, via Bixio 80/A Tel. 3392674365- 06 7003921  |  www.apollo11.it   |   soci5@apollo11.it

———–

Gianluca Esposito  / The Little Reader
OMNIA MERENDA SUNT. Una carovana di giocattoli, coboldi, sornione confezioni di biscotti e ciambelle dei Valori entra nella Libreria per bambini The Little Reader. È condotta lì da Gianluca Esposito che gioca sulla disseccata attribuzione di senso del verbo “nutrire”. Da questa parte di mondo associare quel verbo alle bambine e ai bambini significa spesso rimpinzarli di attenzioni idrogenate e zuccheri distratti. Ma basta entrare da The Little Reader, dove peraltro una buona merenda non si nega a nessuno, neanche agli adulti, per capire che nutrire meglio la mente dei più piccoli serve a creare cittadinanza critica, saporita e leggera. Esposito lavora sui sensi multipli e inquieti delle fiabe, sui colori dalle tonalità sgargianti, ma non tossici, con latte recuperate simili a quelle dei giocattoli antichi che venivano passati -come atto di cura- di generazione in generazione, su piccoli calembour fiabeschi per creare lavori che invitano con teatrale grazia a pensare che sotto l’aspetto ludico di un oggetto o di un’azione risiede un valore, buono anche per parlarci, a cui questa realtà sempre troppo veloce o attribuisce una falsa vacuità o preferisce rilegarlo nella irrilevanza: la leggerezza.

Gianluca Esposito   |  Tel. 3493567031  | lincredibile76@gmail.com |  www.facebook.com/esposito2014/ 

SCHEDA TECNICA
Installazione: ceramica, latta stagnata di recupero, filo metallico e legno

The Little Reader
The little reader è una libreria specializzata in bambini e ragazzi dove potete trovare un’accurata selezione di libri in italiano e in inglese da 0 a 16 anni. Per gli apprendisti lettori sono tanti i servizi (storytime, bookclub, corsi di fumetti) e gli eventi letterari con laboratori. La caffetteria interna offre una scelta di dolci e tи inglesi amati da adulti e bambini. Col tempo mite si puт godere un piacevolissimo cortile interno in tutte le stagioni. Per gli adulti un luogo dove prendersi una pausa dal ritmo cittadino o fermarsi a lavorare in tranquillitа, da soli o in compagnia. Per i bambini un luogo accogliente e stimolante.
The Little Reader, Via Conte Verde, 66  |  Tel 06 8778 4678 | info@thelittlereader.it  | www.thelittlereader.it

h 16.30 
Letture da “Una Zuppa di sasso” di Anais Vaugelade
http://www.babalibri.it/catalogo/libro/una-zuppa-di-sasso 

———–

Fabio Maria Alecci  /  Lavanderia Luca di Ye Shiliang
I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA. Un sontuoso abito da principessa attende dentro la Lavanderia Luca. In attesa di essere puliti anche degli indumenti intimi, non si sa se della stessa principessa o di altra, preziosa creatura. Fabio Maria Alecci gioca su uno dei capisaldi della coscienza borghese, che tale resta anche se si riverbera sulla nobiltà: “I panni sporchi si lavano in famiglia”. E una sorta di punizione attende chi non ubbidisce a questo dettato, come ammonisce la tragedia della principessa per antonomasia, Lady D. Come ricorda quel crine, un tempo materia viva e ondeggiante, ora chiuso nella plastica, ridotto al silenzio. Nella plastica si tace. Le macchie, lo smog, il sudore che si depositano sugli abiti che portiamo a pulire costituiscono una sorta di memoria da rifiutare, da cancellare, una volontà di tornare “come nuovi”. E di questa presunzione del tornare come nuovo, nell’abito e nell’habitus, l’artista ci indica tutta l’imperfezione concettuale. La plastica è più di un inerte materiale per Alecci, così come la sua invadenza, che poi è la nostra, è ormai molto di più che residuale per l’intero pianeta ed egli si confronta in solitaria con la sua aggressiva permanenza da molti anni. “La plastica mantiene la sua memoria iniziale” dice, scardinando l’illusione che, una volta recuperata, bagnata di nuovo, scaldata, la si possa trasformare senza una sorta di lotta con una materia che è capace invece di sfidare l’idea di duttilità e ridurre al silenzio ciò che essa circonda. Fabio allora lavora sull’estetica di ciò che resta, cercando di riconquistare all’occhio quel nitore che permette di vedere in trasparenza, con chiarezza. Il nitore del pulito.

Fabio Maria Alecci   |  Tel. 3385056897    |   fabiomalecci@gmail.com   | www.facebook.com/alecci2018/

Lavanderia Luca di Ye Shiliang
Racconta Fabio Maria Alecci: “La famiglia è composta da madre padre e un figlio, non so se ce ne siano altri. Io conosco la madre che si chiama Giulia. Lei, il marito e il figlio portano avanti la lavanderia, che è aperta da 10 anni. Prima ne avevano una a Firenze. Quindi è da  20 anni che sono in Italia. Vengono da una provincia che si chiama Zhejiang. Li ho conosciuti perché porto i panni lì a lavare da quasi un anno. Giulia cuce molto bene, fa riparazioni e modifiche sui vestiti, è una lavanderia molto economica e pulita soprattutto. numero di tel 3270983135..
Lavanderia Luca di Ye Shiliang, Via Principe Umberto, 14  |  Tel 3270983135  
h 17.00 

————-

Primarosa Cesarini Sforza e Lea Contestabile  / Pagina 2
LIBRI. Qui vi stiamo invitando ad aggirarvi nella rarità. A Roma una libreria che cura particolarmente letteratura e saggistica del Medio e Estremo Oriente, cioè una libreria come Pagina 2, è una rarità. Rara la capacità di Andrea e Palmira di capire cosa si cerca in quella libreria e rara è la capacità di due ricerche artistiche di riuscire a compenetrarsi tanto bene da rimanere perfettamente riconoscibili l’una dall’altra eppure indicare un cammino comune. Queste ultime due rarità sono Primarosa Cesarini Sforza e Lea Contestabile. Entrambe lavorano sulla storia e sulle storie, ma facendo slittare il senso su due qualità indispensabili, la fantasia e la memoria. Primarosa è la fantasia, Lea la memoria. Ma l’operosità della memoria, familiare e non, di Lea non procede per slabbrate, distratte e frammentarie pagine come nel racconto dell’età avanzata, piuttosto attraverso un addensarsi di senso, di progetto, di lampi di malinconie e gioia che è più simile alla capacità di costruire e mettere a fuoco della fantasia infantile, che poi è quella che mette in campo Cesarini Sforza. Due straordinarie narratrici per figura, quindi, che però costruiscono le loro opere con la stessa cura e con lo stesso rispetto per lo sguardo che ha Borges quando parla del lettore. Colui che legge, dice lo scrittore argentino, sta salvando il mondo perché è lui solo quello che, nel momento con cui si confronta col testo, riesce a comprendere come questo funziona. Il lettore apre la sua mente ad un altro universo, e grazie a questo comprende il proprio. Contestabile e Cesarini Sforza costruiscono scatole che racchiudono oggetti in forma di narrazione e mondi in forma di libro affinché chi guarda ‘professi passioni’ ed acquisisca conoscenze. Luoghi della meraviglia che diventano luoghi della riflessione.

Prima Rosa Cesarini Sforza |  Tel. 338920081   |  cesarini.sforza@fastwebnet.it

Lea Contestabile   |   Tel. 3934851116   |  lea.contestabile@gmail.com

Pagina 2
La Libreria Pagina 2, segna l’evoluzione di quella che era la libreria Orientalia, si trova nel cuore del rione Esquilino, a pochi metri da piazza Vittorio Emanuele II. Tra i loro scaffali è presente una selezione di narrativa e saggistica relativa al Medio ed all’Estremo Oriente. Ricchissima di libri sul Medioriente e, soprattutto, sull’Asia Orientale. Tra le altre cose tantissima letteratura, poesia, saggistica, libri di testo usati all’università, manuali di preparazione per le certificazioni linguistiche, manuali di calligrafia e anche testi in lingua! La libreria è davvero il paradiso di un orientalista..
Orari di apertura: lun. 15.30 – 19.00
mar/ven 9.30 – 13.00 / 15.30 – 19.00
Pagina 2, Via Cairoli, 63  |  Tel 064464956 | info@libreriapagina2.it  | www.libreriapagina2.it

h 17.30 Lettura da libri

————

Elisabeth Frolet  / SiTenne
“Il nostro stato perenne è quello dell’osservatore”, dice Elizabeth Frolet. Allora ecco un’artista e un luogo che meglio non potrebbero incontrarsi. La creatività, il colore, la moda che arriva da varie parti del mondo e del tempo che contraddistinguono il vintage scelto da Sitenne accolgono i volti scuri di Frolet che accompagnano anche la sua raccolta di poesie “Le regard est un désir”. Un luogo dove osservare è meravigliarsi, ma anche capirsi, scegliere un abito che diventi carattere, ospita quindi la ricerca di un’artista che spazia per il mondo, dal Madagascar al Giappone, e per il tempo, dal Medioevo a una contemporaneità dove “ci si guarda poco”, dipingendo figure che vogliono conoscere, desiderano essere guardate per guardare e intendere, icone simboliche eseguite a carboncino e pastello, in cui il buio diventa conoscenza. I lavori di Elizabeth racchiudono l’austerità e la leggerezza, in un rapporto tra buio e colore che diventa reciproca esaltazione. Le stoffe colorate e felici che fanno da cornice ai volti ieratici, rimandano a un rapporto ammirato, suggestivo e partecipe con la natura. Ma quelle stoffe sembrano anche saper osservare senza alcuna difficoltà  o distacco l’infinita varietà di tessuti che riempiono il luogo che accoglie questa serie in una sorta di potenziale magico che dall’opera si espande e dialoga con il contesto.

Elisabeth Frolet | alizzarine@gmail.com | 3442933591

SCHEDA TECNICA
“XXXX  | Misure: 70cm X 100cm | Tecnica mista su tela grezza

SiTenne
Sitenne, “l’abbiamo tenuto”, perché qui i capi usati trovano una seconda giovinezza. Più che un secondhand, Sitenne è un consulente di immagine. Un angolo di Esquilino in cui ci si può fermare a lungo e provare capi che spaziano dagli anni ‘20 fino ai ‘90 e comporre inattesi outfit retrò o contemporary vintage. Un magazzino delle idee, dove comprare o noleggiare abbigliamento di qualità sartoriale classico o insolito, abiti da cerimonia o eleganti, e reinventare il proprio stile dal cappello alle scarpe. Sitenne è anche una costumeria dedicata ai creativi o più semplicemente alla perfetta riuscita di un party a tema.
Sitenne Vintage Store, Via Petrarca, 1  |   tel/fax 06 77250991     |    info@sitenne.com   |  www.sitenne.com

h 18.00 Buffet

————

Navid Azimi Sajadi  / Farmacia Longo
Navid Azimi Sajadi entra nella farmacia Longo e la sua curiosità, la sua ricerca si sentono a casa. Un luogo dove il farmaco non è solo una scatola, ma è conoscenza, ricerca e incrocio e ascolto di culture, ospita un artista che stratifica e ibrida le sue opere con i segni, le tecniche, le suggestioni che ascolta e raccoglie dal mondo. Navid disegna un universo in cui Oriente e Occidente si dispongono come coordinate simboliche per accogliere la rappresentazione di una sapienza che non conosce frontiere. Con l’eleganza aurea di antichi manoscritti crea una apparizione, una sorta di Nostra Signora del Pharmacon contornata da citazioni di erbari della Scuola salernitana che si prestano a decorare il rapporto energetico tra macrocosmo e microcosmo della medicina cinese, dove le immagini della scienza arabo – islamica raccontano di Galeno. Una narrazione che non si raffredda mai dentro una sorta di Enciclopedia medica, ma che mantiene il calore dialogante di una poesia visiva. E poesia è l’abito da Re Magio, così simile ai gentili camici che lavorano poco sotto, che per la cultura occidentale è la figura, la rappresentazione stessa del dono il più prezioso, ma con cui Azimi Sajadi gioca per ricordarci quella divergenza semantica istituitasi tra magi e maghi, sentiti da secoli come due unità lessicali distinte, ma in realtà lì a ricordare come il vero dono coincida  nella scienza e nell’arte. 

Navid Azimi Sajadi    |  Tel. 3894739687   |   www.navidazimisajadi.com

Farmacia Longo 
Farmacia Longo è la storica farmacia del quartiere Esquilino di Roma. E’ un punto di riferimento per Salute e Bellezza. I punti di forza sono la passione per il lavoro, l’attenzione verso il cliente, la grande professionalità di tutto lo Staff ed i prezzi sempre competitivi. E’ apertia 365 giorni l’anno per soddisfare al massimo ogni esigenza. Vi trovi un ricco reparto Omeopatia, un Laboratorio Galenico, ampia scelta di Cosmetica e prodotti Farmaceutici. La farmacia è aperta 365 giorni su 365.
Farmacia Longo, Piazza Vittorio Emanuele, 47  |   tel/fax 064440542 – 3496235664     |    farmacialongo@gmail.com   |   www.farmalongo.it

h 18.30 

————

Sabina D’Angelosante  / Arredamenti Fratelli Grilli
COSE NOSTRE. Un antico negozio di arredamento che ha visto la storia passare sotto i portici di Piazza Vittorio ospita un’opera che Sabina D’Angelosante ha pensato apposta per quel luogo. Per provare a capire questa opera, elegante come quei quadri di fiori che i fiamminghi portarono nella Roma barocca alla metà del ‘600, bisogna provare a entrare nella etimologia di un verbo antico: rappattumare. Sabina gioca, con la serissima allegria che contraddistingue il suo lavoro, con quella “emergenza rifiuti” che sembra cancellare da Piazza Vittorio anche l’importanza di botteghe, attività, lavoro che invece quotidianamente su quella piazza testardamente ci sono. Proprio come il negozio di arredamenti Grilli. Per la sua natura morta, l’artista raccoglie rifiuti e li dispone con grazia, secondo accostamenti cromatici intensi e tonali, ridona loro un senso, annulla il raccapriccio. Ma cosa c’entra allora quella parola? È perché Sabina usa “pattume”? No! Quel verbo, così desueto, deriva in realtà da pactum e letteralmente vuol dire “rimettere insieme una serie di piccoli patti”. Ecco, con la sua variopinta opera, Sabina rimette su strada non quel “pattume” che deriva da altro, ma quei piccoli, giornalieri patti che dovrebbero fare, pezzetto dopo pezzetto, una città riconciliata nell’unico modo umanamente possibile: una riconciliazione imperfetta

Sabina D’Angelosante  | Tel.  3397725866   |  sabina.dangelosante@libero.it  

Arredamenti Fratelli Grilli
“Il Signor Giampaolo Grilli racconta con orgoglio di quando, nel lontano 1903, sua nonna, Angelina Grilli, una delle prime donne imprenditrici ha avuto il coraggio e la capacità di aprire un’attività commerciale di arredamento a Piazza Vittorio Emanuele II, cuore dell’Esquilino e centro pulsante della capitale. Da allora l’azienda a conduzione familiare ha continuato a offrire mobili di grande qualità a prezzi convenienti per coloro che vogliono arredare con cura la propria casa, accompagnandoli nella scelta con un servizio professionale e personalizzato. Lo spazio articolato di questo grande negozio ospita mobili di stili diversi per adattarsi alle più varie esigenze. L’accoglienza e la disponibilità di tutti, dal titolare ai collaboratori che seguono tutte le fasi con passione e competenza, agli operai che si prestano a installare i mobili gratuitamente a domicilio, fa sentire chi entra in questo storico mobilificio già un po’ … a casa!”
Arredamenti Fratelli Grilli, Piazza Vittorio Emanuele II, 127/128   | Tel. 064467188  |  arredamenti-fratelli-grilli.business.site   |   FB arredamentifratelligrilli

h 19.00 

———–

Amedeo Longo  / Uno Plurale
IMPRINTING. Contemporaneamente tutti lasciamo impronte e tutti cerchiamo impronte. Da “Plurale” si cerca di lasciare e offrire impronte delle mani operose e questa bottega in cui la parola “artigiano” è ancora preziosa si apre al lavoro di Amedeo Longo che declina con “Imprinting” ciò che è per lui l’impronta. Attraverso le stampe, tecnica di pazienza per eccellenza, e mostrando un rapporto traumatico tra l’impronta che gli alberi lasciano e la violenza con cui viene cercata. E tuttavia per l’artista cercare di possedere una traccia, seppur gesto violento, è un gesto che ha qualcosa di salvifico perché ci reimmette in un cosmo in cui ci pareggiamo, in cui resta una possibilità di ritrovarci accomunati tra esseri viventi, di comprenderci e di racchiuderci. Insomma, abbiamo una possibilità. L’impronta che lascia un albero sradicato è una ferita, una lacerazione e Longo lascia sue impronte di sangue su quegli anelli che ci dicono un’età, ma anche la sfida, il segno certo della fatica di crescere, di resistere. Una resistenza che ci obbliga a guardare un tronco come se vi albergasse sempre e ancora vita. Allora, se è vero che per vedere la traccia che lasciamo e che viene da altri lasciata siamo disposti a compiere atti violenti, perché sotterraneamente consapevoli che nessuna azione umana prescinde dalla stratificazione delle nostre singole storie, e vogliamo cercare in ogni prossimo quei cerchi che fanno un’esistenza, Amedeo ci lascia la speranza che cercando con ostinazione tracce vi sia la possibilità di trovare una sorta di parte indenne, non attaccata da parassiti, veri o metaforici. Una parte salva, non deteriorata, ben disegnata, in cui rimanga ben visibile la coerenza, un po’ come una buona fusione a cera persa.

Amedeo Longo  |  Tel. 3425441175   

Uno e Plurale. 
Dopo la laurea in architettura Maurizio Prenna lavora come designer a Milano. Parallelamente realizza scenografie per il teatro e per la televisione. Nel 1993 si trasferisce  a Roma e apre l’atelier “Uno e Plurale” dove, attraverso una continua sperimentazione, svolge la sua attività artistica.
Uno e Plurale, Via San Martino ai Monti,  47   |   Tel. 3391030983     |    www.maurizioprenna.it   |   info@maurizioprenna.it

h 19.30 
aperitivo finale

INFO

Adottart 3
a cura di Michela Becchis e Roberta Melasecca
testi di Michela Becchis
promossa dall’Associazione Arco di Gallieno
con il patrocinio del Municipio Roma I Centro

13 aprile 2019 ore 16.00 – Rione Esquilino Roma

Adottart
www.adottart.it

Franco Cenci
492605792
info@francocenci.it

Ufficio stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PresOffice – Interno 14 next
roberta.melasecca@gmail.com
3494945612
www.interno14next.itwww.melaseccapressoffice.it

Michele Marinaccio – Piume archivio visionario – MACRO Roma

Michele Marinaccio
Piume – archivio visionario

Con la collaborazione e partecipazione di
RAM Radio Arte Mobile, Zerynthia Associazione per l’arte contemporanea, Francesco Saverio Teruzzi – Coordinatore Progetto Terzo Paradiso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, MATEMÙ Centro Aggregativo di ascolto e orientamento Roma, Casa dei Diritti Sociali, gli studenti musicisti del Conservatorio di Roma, gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del RUFA
Con la partecipazione della poetessa Annelisa Alleva, del poeta Giovanni Bracco, dell’artista Navid Azimi Sajadi e del musicista Alessandro Dolci
Con la collaborazione di Roberta Melasecca – Interno 14 next

2 – 3 – 4 aprile 2019 | MACRO – Stanza delle Parole – Stanza Media | Via Nizza 138 Roma

 

Dal 2 al 4 aprile 2019, Michele Marinaccio presenta, presso la Stanza delle Parole e Stanza Media del MACRO Roma, il progetto Piume – archivio visionario, con la collaborazione e partecipazione di RAM Radio Arte Mobile, Zerynthia Associazione per l’arte contemporanea, Francesco Saverio Teruzzi – Coordinatore Progetto Terzo Paradiso Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, MATEMÙ Centro Aggregativo di ascolto e orientamento Roma, Casa dei Diritti Sociali, con la partecipazione della poetessa Annelisa Alleva, del poeta Giovanni Bracco, dell’artista Navid Azimi Sajadi e del musicista Alessandro Dolci, con la collaborazione di Roberta Melasecca e la partecipazione degli studenti musicisti del Conservatorio di Roma e degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del RUFA. 

Michele Marinaccio realizzerà un murales con il contributo di persone di diversa estrazione sociale, culturale ed etnica le quali verranno invitate a lasciare le impronte dei contorni della mano che, con intervento dell’artista, si trasformeranno in piume, generando così un’anagrafe di identità senza confini. Le piume evocano evocano, con la loro leggerezza, pensieri intimi congelati nella memoria, che si disvelano in un’atmosfera ironica e giocosa. Le piume come le parole, intaccano la forma declinandola attraverso i gesti, i colori, i segni; liberano l’animo dalle opacità del quotidiano ed esprimono luci e ombre. 

Programma 2 aprile
16.00 – 17.00 – Sala Cinema
Michele Marinaccio – Autoritratto
17.00 – 20.00 – Stanza delle Parole
Presentazione del progetto e misurazione dello spazio
Lettura di brani poetici sul tema dell’asilo, a cura di Annelisa Alleva, Giovanni Bracco e dell’antropologo Paolo Venezia.
Conclude la serata Virginia Vignera, allieva Conservatorio di Roma, con brani per arpa. 

Programma 3 aprile 15.00 – 20.00 – Sala Media
Mappature delle tracce del bordo della mano
Con gli allievi dell’Accademia di belle Arti e del RUFA
Conclude la serata Alessandro Dolci che eseguirà bravi di musica elettronica 

Programma 4 aprile 15.00 – 20.00 – Sala Media
Mappature delle tracce del bordo della mano
Con giovani di tutto il mondo da MATEMÙ Centro Aggregativo di ascolto e orientamento Roma e Casa dei Diritti Sociali
Conclude la serata Il Coro di Piazza Vittorio

INFO

Michele Marinaccio
Piume – archivio visionario

Con la collaborazione e partecipazione di

RAM Radio Arte Mobile

Zerynthia Associazione per l’arte contemporanea

Francesco Saverio Teruzzi Coordinatore Progetto Terzo Paradiso Cittadellarte Fondazione Pistoletto

MATEMÙ Centro Aggregativo di ascolto e orientamento Roma
Paolo Crisi – Diana Agàmez

Casa dei Diritti Sociali

Con la partecipazione della poetessa Annelisa Alleva, del poeta Giovanni Bracco, dell’artista Navid Azimi Sajadi e del musicista Alessandro Dolci

Con la collaborazione di Roberta Melasecca – Interno 14 next

Assistenti collaboratori: Amedeo Longo, Giulia Mastropietro, Riccardo Malleo, Virginia Vignera

Un particolare ringraziamento a Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier

Docenti Accademia Belle Arti
Anna Maiorano
Flavia Matitti
Cristina Reggio

Docenti RUFA
Fabrizio Pizzuto

Ufficio Stampa
Roberta melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next
roberta.melasecca@gmail.com
3494945612
www.melaseccapressoffice.it
www.interno14next.it

Effetto Tyndall | Milan Design Week 2019_Repubblica del Design Distretto Bovisa Dergano

Milan Design Week 2019
Repubblica del Design
Distretto Bovisa – Dergano

Effetto Tyndall
ideazione di Ilaria Sergi
a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next e Ilaria Sergi – Indoor Contemporary
con la collaborazione di MatEr – Movie Art Technologies & Research

9-13 aprile 2019

Art Room Jenner | Viale Jenner 22 – Milano

Per la Milan Design Week 2019, Interno 14 next e Indoor Contemporary aprono le porte di una nuova dimora d’arte nel nuovo distretto de la Repubblica del Design Bovisa-Dergano e presentano Effetto Tyndall, progetto che indaga il rapporto tra arte e scienza in una settimana di residenza all’interno di uno spazio domestico ed abitato. Partner dell’iniziativa: MatEr – Movie Art Technologies & Research. 

L’effetto Tyndall è un fenomeno di diffusione della luce dovuto alla presenza di particelle, di dimensioni comparabili a quelle delle lunghezze d’onda della luce incidente, presenti in sistemi colloidali, nelle sospensioni o nelle emulsioni: tale fenomeno è facilmente rilevabile nella vita di tutti i giorni, ad esempio osservando dei raggi di luce quando attraversano sistemi in cui sono sospese o disperse delle particelle solide o liquide. 

Effetto Tyndall indaga, pertanto, i sistemi diffusi di luoghi e spazi all’interno del distretto di Bovisa-Dergano, evidenziando, in tal modo, le radici territoriali di un tessuto in continua trasformazione, dove l’arte e il design possono avere un ruolo strategico nell’inclusione sociale e nel ridisegnare abitudini e stili di vita. 

Per la settimana milanese del design, Effetto Tyndall presenta ed approfondisce i temi dell’energia e della luce nelle membrane di Stefa Sculture; quelli della sostenibilità, benessere ambientale ed eco design nelle telesculture di Barbara Crimaudo; le rimembranze poetiche di luoghi e territori negli strappi di Angelo Savarese; le ricerche sulla gravità quantistica nei disegni luminosi di Luca Pozzi. 

Il progetto si articola, durante il giorno, in open room dove le opere degli artisti dialogano con lo spazio indoor dell’appartamento e con lo spazio outdoor del cortile interno e del suggestivo vano scala. Di sera, invece, saranno proposti due aperitivi a tema durante i quali al cibo e al benessere fisico si accompagnerà un dialogo tra i partecipanti, moderato da un personaggio nel campo dell’arte, design e della scienza (partecipazione su invito e/o prenotazione). 

Le opere di Barbara Crimaudo sono un omaggio alla matematica e alla geometria della Natura intesa come una curva piena che si avvolge in infiniti giri intorno ad un punto, all’origine. La sua ricerca esplora il bianco: limite ultimo di una serie di sfumature, è il colore del tutto, vuoto e trasparenza, riempito nel suo alternarsi dall’oro, preziosità della vita, potenza dell’anima che si muove in spirali di possibilità. La sua ricerca stilistica si sposta anche all’uso dei nuovi materiali per l’edilizia in un incontro tra bellezza, design e sostenibilità. Il lavoro di ricerca di Barbara Crimaudo ha trasformato Il Bianco da normale tinta piatta al Colore del design, della sostenibilità e del benessere.  Come anche il suo blu di prussia o rosso vermiglio racchiudono una sensualità e mordidezza capaci di rendere un ambiente ricco di storia, bellezza e armonia.

Basata su una ricerca cross-disciplinari che unisce arte, scienza e tecnologia, la serie di disegni di luce Dragon’s Eyes di Luca Pozzi esplora i confini del visibile accedendo ad una dimensione caratterizzata dall’intima interconnessione di energia, spazio, tempo e informazione. Ottenuti eccitando inizialmente una superficie di pittura al fosforo con uno speciale laser ultravioletto ad alta frequenza, per poi essere fotografati prima dell’inevitabile scomparsa, i “Dragon’s Eyes” documentano, in un unica immagine, la sovrapposizione armonica di passato, presente e futuro.

Il progetto artistico 7#STRAPPI di Angelo Savarese rappresenta un viaggio immaginario nel passato attraverso inspirazioni dettate da forme artistiche originarie; l’artista prende in considerazione alcuni capolavori della storia dell’arte italiana, che hanno avuto per lui, nella sua fase formativa, un particolare significato, e ne costruisce, attraverso il loro valore semantico, una nuova storia. Le sue tele invecchiate e “maltrattate” fanno da sfondo alle sue poesie ispirate da alcune scene predilette: il nome del progetto è in sé esplicativo, e utilizzando le parole dell’artista, egli ha “simbolicamente strappato dei pezzi dalle grandi opere conservandone solo impercettibili dettagli preziosi”.

La poetica di Stefa usa la scultura come lente di ingrandimento sulla biologia del corpo umano, la cui materia si fa tramite della dimensione psichica: forme organiche esplorano pieghe e meandri cellulari, superfici reattive che recano tracce del pensiero umano. Le opere, infatti, si propongono come una riflessione percettiva intorno ai concetti di «membrana», «superficie», «trasparenza», «permeabilità». L’attitudine della scultura a dispiegarsi nello spazio afferrando le tre dimensioni, nello sviluppo di pieni e vuoti, non viene negata ma si fa cogliere attraverso valori tattili, spesso esclusivamente visivi e frontali, trasformandosi in trame e schermi della sensibilità. L’ambizione è catturare l’aria attraverso i materiali incisi, restituirla trasformata in vibrazioni dalla variabile lunghezza d’onda, che dovrebbero raggiungere la pelle del visitatore.

 

SCARICA E VISIONA LA CARTELLA STAMPA

INFO

Design Week 2019
Repubblica del Design
Distretto Bovisa – Dergano

Effetto Tyndall
ideazione di Ilaria Sergi
a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next e Ilaria Sergi – Indoor Contemporary
con la collaborazione di MatEr – Movie Art Technologies & Research

9-13 aprile 2019

Art Room Jenner – Viale Jenner 22 – Milano
Orari: 9/11 aprile dalle 11.00 alle 15.00
Venerdì 12 aprile: dalle 11.00 – aperitivo arte-scienza dalle ore 18.00
Sabato 13 aprile: dalle 11.00 – aperitivo arte-scienza dalle ore 18.00

Indoor Contemporary – Ilaria Sergi
info@indoorcontemporary.com – 335 6917401 – 333 6344957
www.indoorcontemporary.com

Interno 14 next – Roberta Melasecca
info@interno14next.it – 3494945612
www.interno14next.it

Barbara Lalle / Leonardo Ciofini – Sun deck Ponte scoperto | Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo
2 aprile 2019

Barbara Lalle / Leonardo Ciofini
Sun deck – Ponte scoperto
a cura di Roberta Melasecca
con il patrocinio del Municipio Roma I Centro
con la partecipazione della Fondazione Ing. Gennaro De Matteis ONLUS
con la partecipazione di TMA Terapia Multisistemica Regione Lazio
con la partecipazione di Telefono Blu Autismo
con il contributo artistico di Daniele Casolino e Francesca Conte

Inaugurazione 2 aprile 2019 ore 18.00
Incinque Open Art Monti – Via della Madonna dei Monti 69 Roma

Fino al 9 aprile 2019

 

Il giorno 2 aprile 2019, Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’autismo, Interno 14 next e Incinque Open Art Monti presentano il progetto Sun deck – Ponte scoperto di Barbara Lalle e Leonardo Ciofini, a cura di Roberta Melasecca, con il patrocinio del Municipio Roma I Centro, con la partecipazione della Fondazione Ing. Gennaro De Matteis ONLUS, di TMA Terapia Multisistemica Regione Lazio, di Telefono Blu Autismo e con il contributo artistico di Daniele Casolino e Francesca Conte. 

Il progetto espositivo comprende una serie lavori su carta, eseguiti a quattro mani, risultato di un percorso artistico e formativo che ha la sua origine nel 2014. Infatti il 25 novembre 2014 Leonardo Ciofini, studente (autistico) del liceo artistico di Via Ripetta, con Barbara Lalle, artista ed insegnante, vince il premio per migliore opera artistica del concorso Esci dal silenzio: mai più violenza 2014, bandito dal Consiglio Regionale del Lazio, Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità, con l’opera pittorica Parole sul viso. Il suo lavoro è stato affisso nei capoluoghi della Regione Lazio come manifesto della campagna contro la violenza sulle donne. Successivamente il 2 aprile 2015, per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’autismo, Barbara Lalle presenta, presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Il Labirinto di Icaro involato, installazione interattiva e performance live di scatole pensanti e camminanti, progettata con gli studenti del Laboratorio “I cinque sensi” per l’inclusione dell’autismo in classe del Liceo Artistico Via Ripetta – sede V.le Pinturicchio, in collaborazione con il gruppo teatrale Dynamis. 

______________

Cercai di decifrare me stesso, ma la trama nascosta è più forte di quella visibile” (Eraclito di Efeso)

Serve pensare ancora? Questa è stata la domanda che filosofi e scienziati si sono posti durante la IV edizione del Festival del Pensare 2018. Pensare serve ancora – afferma lo psichiatra e psicoanalista Marco Francesconi – ma occorre pensare bene: non un pensiero stereotipato, circolare su se stesso, ma un pensiero che vada alla ricerca non tanto dell’intelletto e della razionalità ma della ragionevolezza che assume la responsabilità di quello che è e può essere il proprio percorso. Un pensiero pendolare, come lo definisce Francesca Rigotti, un pensiero che oscilla fra un estremo e l’altro, avanza e poi ritorna arricchendosi ad ogni passaggio, si incarna nella propria tradizione ed esperienza, e successivamente entra nel nuovo e nell’ignoto, per ritornare ancora nel consueto. 

In questa condizione di pensiero pendolare e viaggiante, le ultime frontiere della psichiatria e della psicoanalisi hanno messo in evidenza come noi, alla nascita, non siamo dei buchi neri iniziali e ipercompatti e il nostro cervello non segua una progressione di crescita. Siamo elementi nebulosi, sistemi gassosi e diffusi che cercano il compattamento e tendono alla condensazione della psiche: ognuno di noi intraprende un viaggio dalla nascita fino alla morte, al fine di trovare e sperimentare quelle modalità che permettano una riunificazione del sè. 

Gli strumenti che utilizziamo sono vari e diversi: il dolore, ad esempio, compatta e denota una percezione attiva del proprio io; la ripetizione continuativa di gesti e parole, il nostro sistema di abitudini confina la nebulosa della nostra mente all’interno di recinti che strutturano e ridefiniscono. La condizione autistica non è, dunque, una condizione fisiologica primigenia ma è uno stato che conserva le tracce profonde di questa origine diffusiva del nostro essere, non riuscendo efficacemente a trovare le procedure di condensazione e compattamento del pensiero. 

Sun deck nasce da un viaggio, da una ricerca di prossimità, di percezioni, di esperienze, di strumenti: è un ponte scoperto, libero, sul quale l’arte è passata andando oltre gli stereotipi e le convenzioni, oscillando all’interno del cerchio nascosto dell’io e generando una cartografia dell’anima, di linguaggi ed espressioni. 

E’ un andare complesso e indeterminato, vagante e destrutturato che non si esplicita in una serie di accostamenti di colori e forme semplici e semplicistiche e il risultato di tale percorso non è un infantilismo che genera affezione e tenerezza, come il nostro sistema di pensiero ci porta spesso a credere. 

Ogni giorno, nel nostro procedere nelle limitatezze degli ambiti di vita e memoria, non ambiamo altro che ad un contatto, a definirne i confini e a spostare il pensiero verso destinazioni ignote. E proprio nel non noto e nel non finito risiede l’indagine di Barbara Lalle e Leonardo Ciofini che, con passi lunghi e continui, hanno camminato sulle cortecce dei loro attimi e sguardi, immersi nella linfa densa di aeree configurazioni. Ogni opera, dunque, è la rappresentazione di un pensiero in movimento, è il luogo topologico interiore dove gli oggetti assumono i contorni di spazi transizionali e “il soggetto si sente immediatamente come un essere. Un essere sito in un luogo determinato, pertanto in stato di quiete, in un luogo che gli è proprio, che gli appartiene perché se n’è appropriato costantemente, in un impercettibile sforzo che si fa sensibile nelle situazioni, qualunque esse siano, in cui si sente fluttuare.” (Maria Zambrano, I sogni e il tempo)
Testo critico di Roberta Melasecca

____________

Il giorno dell’inaugurazione, 2 aprile 2019, saranno presenti Barbara Lalle e Leonardo Ciofini, Sabrina Alfonsi Presidente del Municipio Roma I Centro, Emiliano Monteverde Assessore Politiche Sociali e dei Servizi alla Persona Municipio Roma I Centro, Andrea Caroni Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Via delle Carine e Presidente ASAL Associazione delle Scuole Autonome del Lazio e Victor Verolino coordinatore Regione Lazio TMA Terapia Multisistemica. 

Venerdì 5 aprile alle ore 18.30 si svolgerà, nel corso della mostra, il Concerto muto per piano, corpo, proiettore e cuffia di Daniele Casolino con la partecipazione di Francesca Conte: chi vede non ascolta, chi ascolta non vede, l’artista non sente, il pubblico non guarda. 

Nei giorni 6 e 7 aprile 2019 dalle 17 alle 19, Sun Deck si arricchirà di due momenti di incontro, approfondimento e dialogo sul tema arte e disabilità, in collaborazione con la Fondazione Ing. Gennaro De Matteis ONLUS: insieme alle testimonianze di vari artisti con disabilità e dei loro familiari, interverranno Romano Mosconi presidente della Fondazione, Simona Balistreri psicologa e psicoterapeuta, Cristiano Pinto, videomaker e arteterapeuta, Barbara Lalle artista e terapista, Federica Ferraris e Marco Binotto referenti Lazio Telefono Blu Autismo. Modera Roberta Melasecca. 

Per il finissage del giorno 9 aprile 2019, alle ore 18.30, Daniele Casolino proporrà Shhh, performance di poesia immersiva: suoni immagini e voci per indagare il senso dell’ascolto, lo spazio sonoro e la prossimità sociale e individuale. 

Barbara Lalle (09/02/1978 Roma), terapista per la riabilitazione neurologica post‐traumatica e docente impegnata quotidianamente nell’integrazione delle disabilità gravi, mossa da una “emergenza di dire”, come artista, attraverso le forme della pittura e della performance, esplora le modalità in cui disagio, privazione, dolore possano essere compresi, narrati, superati. Finalista Premio Adrenalina 2012; finalista Premio Cascella 2015; Premio Città di Soriano 2015; menzione speciale Bridge Art 2018. Performance: 2015. L’arte dell’errore giudiziario, Il labirinto di Icaro involato, MAXXI; Esodi, MACRO. 2016 Rilevazione-Rivelazione; Contatto; Non è area per voi, RM; Logos in progress, RM. 2017. M-UNO Interno 14, MACRO; Bautta, Millepiani RM; APRIR-SI, Case Romane del Celio RM; 2018. Burning Home, Tevere Art Gallery; Buck up and cry!, MACRO. 

Leonardo Ciofini è uno studente, un artista, una persona. Affetta da autismo non verbale. Diplomato al liceo artistico Ripetta di Roma, è stato studente dell’insegnante e artista Barbara Lalle. Il suo lavoro, nato come attività semplicemente educativa e didattica, da subito invece diventa una via di comunicazione e di espressione totale del suo personale e assoluto mondo interiore. Ha partecipato a numerosi premi, mostre collettive e progetti di rilievo nazionale, vincendo numerosi riconoscimenti. 

Daniele Casolino (Roma 1 giugno 1969) Scrittore, poeta, musicista, artista visuale, animatore e produttore culturale e performer romano. Il suo stile si mescola con le sue forme e i suoi media si mescolano col suo stile. Promuove da anni, per l’arte e la scrittura, una militanza sul campo volta in primis alla “costruzione” di un nuovo pubblico cosciente. Passa così da reading di strada, nei pub, nei centri sociali, ai teatri veri e propri, accompagnandosi sempre e facendosi accompagnare da artisti di diversa estrazione.

Francesca Conte (1994) è diplomata in danza contemporanea presso il Triennio alta formazione (TAF) Roma ed è specializzata in danza contemporanea e codici gestuali e danza – movimento terapia. Ha danzato in numerosi spettacoli collaborando con nomi di importanza nazionale e  internazionale. 

Cristiano Pinto, videomaker e arteterapeuta, laureato in Marketing e comunicazione e in Psicologia Clinica, conduce progetti di video e fotografia partecipativa e digital storytelling presso scuole, comunità e aziende utilizzando le tecnologie digitali come strumento per lo sviluppo dell’individuo e del gruppo. Lavora dal 1992 per agenzie pubblicitarie, allestitori di eventi, artisti e messe in scena teatrali.

La Fondazione Ing. Gennaro De Matteis ONLUS ha come scopo istitutivo il sostegno negli studi di studenti svantaggiati e disabili nonchè il sostegno di progetti di ricerca per l’applicazione della tecnologia nella riabilitazione motoria e nella chirurgia. Presidente è Romano Mosconi, professore di Economia aziendale ed Economia sociale in diverse Università italiane e Dottore Commercialista con un trascorso di significativi impegni internazionali. E’ stato Presidente della Commissione Cooperative del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e Consulente del Ministro per le Attività produttive all’interno della sua Segreteria Tecnica dal 2001 al 2005. E’ ancora responsabile di due rubriche dell’Esperto Risponde de “Il Sole 24 Ore” e Direttore scientifico e coordinatore della rivista mensile “Cooperative e dintorni” edita da Euroconference. 

TMA Terapia Multisistemica in Acqua Metodo Caputo Ippolito è una terapia che utilizza l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale, motorio, capace di spingere il soggetto con disturbi della comunicazione, relazione, autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo ad una relazione significativa. Frutto di oltre 25 anni di esperienza con bambini con disturbo dello spettro autistico, disturbi generalizzati dello sviluppo ed altre patologie, il metodo è stato elaborato in Italia da due psicologi, i dottori Caputo Giovanni e Ippolito Giovanni, quest’ultimo già autore insieme a Gambatesa Maria Michela e Sanità Maria Lucia Ippolito della nota favola “Calimero e l’amico Speciale”, racconto didattico realizzato per migliorare l’integrazione nella scuola dei bambini autistici.

Il Telefono Blu Autismo è una linea telefonica gratuita che è stata attivata da Angsa (Associazione Nazionale Genitori di Soggetti Autistici) per sostenere e orientare i famigliari di bambini e adulti con autismo. Fondazione Italiana Autismo sta lavorando perchè il Telefono Blu Autismo possa beneficiare di una parte delle risorse della raccolta fondi #sfidAutismo durante ricorrenza del 2 aprile. Angsa onlus ha dato vita ad numero telefonico gratuito (numero verde) in grado di dare indicazioni utili e scientificamente corrette e sostegno solidale prima e dopo le diagnosi di autismi comprese in F 84 dell’ICD 10. Il servizio è in grado di indirizzare i genitori ai centri qualificati più vicini, avvalendosi della rete di associazioni aderenti ad Angsa onlus.

SCARICA LA CARTELLA STAMPA

SCARICA IL TESTO CRITICO

INFO

Barbara Lalle / Leonardo Ciofini
Sun deck – Ponte scoperto
a cura di Roberta Melasecca
con il patrocinio del Municipio Roma I Centro
con la partecipazione della Fondazione Ing. Gennaro De Matteis ONLUS
con la partecipazione di TMA Terapia Multisistemica Regione Lazio
con la partecipazione di Telefono Blu Autismo
con il contributo artistico di Daniele Casolino e Francesca Conte

Inaugurazione 2 aprile 2019 ore 18.00
Incinque Open Art Monti
Via della Madonna dei Monti 69 Roma

Fino al 9 aprile 2019
Orari
: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00

Venerdì 5 aprile ore 18.30
Concerto muto per piano, corpo, proiettore e cuffia
di Daniele Casolino
con la partecipazione di Francesca Conte

Sabato 6 e domenica 7 aprile ore 17.00
Incontro Arte e disabilità

con Simona Balistreri, Barbara Lalle, Romano Mosconi, Cristiano Pinto, Federica Ferraris, Marco Binotto
modera Roberta Melasecca

Finissage 9 aprile 2019 ore 18.00
Shhh – performance di poesia immersiva
di Daniele Casolino

Incinque Open Art Monti
incinqueopenartmonti@gmail.com
www.incinqueopenartmonti.com

Barbara Lalle
barbix2002@libero.it 

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it – 3494945612
www.interno14next.it