Inaugurazione sede provvisoria #inresidence Interno 14 next: foto e futuro

Carissimi Amici, 

vi ringrazio con tutto il mio cuore per l’affetto, l’amicizia e la stima che mi avete dimostrato nel giorno dell’inaugurazione di questa sede provvisoria #inresidence presso Spazio Impatto a Piazza Galeria.

Sono davvero commossa e quanto è successo è per me di grande stimolo e spinta a continuare su questa strada e portare avanti questa missione. 

Sì per me è una vera missione, portare l’arte e la bellezza ed esserne testimone; lavorare per il bene comune e non per fini personali. E’ una vita strana, vera, di grande passione, dove piango con chi piange e rido con chi ride, dove mi immedesimo nei progetti e divento sorella con gli artisti. 

In altro modo non so vivere e quindi posso solo rimanere coerente con le mie scelte e con le mie visioni, che prediligeranno sempre di più le persone e i rapporti e sempre meno le cose che sono fragili e caduche.

Ringrazio la mia sorella nell’arte Barbara Lalle con cui condivido la strada, i successi, gli insuccessi, i dolori e le gioie. Ringrazio Barbara Lalle, Marco Marassi e Futura per avermi aperto la loro casa e per aver dimostrato che esiste un altro modo di vivere la vita, aperta a chi ha bisogno. Ringrazio tutti gli artisti, i curatori, i galleristi , i giornalisti e blogger da cui ho imparato tantissimo e che mi permettono ogni giorno di migliorare. Ringrazio tutti gli artisti con cui sto lavorando e che si sono affidati a me. Ringrazio tutti gli amici cari e veri. Grazie a Claudia Quintieri per tutte le volte che mi ha ascoltata e che mi ha appoggiata. Ringrazio Andreina De Tomassi e Antonio Sorace per l’amore, l’accoglienza e il confronto continuo e per avermi dato una casa. Ringrazio tutti gli appassionati e visitatori delle mostre di Interno 14 e delle mostre di cui curo l’ufficio stampa per l’interesse che mi stanno dimostrando. Ringrazio la mia famiglia, Claudio, Beatrice, Vittoria, Stefano e Luna per avermi sempre supportato e sopportato e per amarmi. Ringrazio i miei genitori, Norma e Valter, per aver sempre creduto nelle mie scelte. Ringrazio mia madre Norma che mi ha trasmesso da quando ero piccola l’amore per l’arte e la bellezza. 

Interno 14 next, dopo il progetto per il Mese della Fotografia di marzo 2019, torna ad essere migrante e lascia la sede #inresidence di Piazza Galeria. 

Grazie a tutti amici e continuiamo a camminare insieme.

Grazie a Giorgio Sacher per aver immortalato con queste bellissime immagini dei momenti per me importanti. 

 

Interno 14 next inizia un periodo di RESIDENZA a Roma

Interno 14 next, MIGRANTE per sua intima natura, vivrà ora un’esperienza di RESIDENZA (anche se continuerà a migrare in luoghi e tempi) in questo meraviglioso spazio, proprio davanti ai resti dell’Acquedotto Antoniniano, in Piazza Galeria 14 a Roma (a 600 m da Piazza Tuscolo).

Ringrazio con tutto il cuore Paolo Petzval per aver creduto nel mio lavoro e Maurizio Possumato, mecenate e sostenitore dell’arte. 

In questi mesi ho sperimentato cosa significhi essere migrante: l’ho sperimentato con i progetti artistici che ho cercato di presentare in diversi luoghi e l’ho sperimentato con la mia vita, non avendo una base fissa nella capitale e vivendo in due realtà differenti (Roma e Teramo). L’essere migrante è una condizione difficile, complessa, a volte triste. A volte si è soli. Ma mi ha permesso di relativizzare tante cose, di comprendere meglio situazioni e realtà. Mi ha dato anche maggiore libertà di pensiero. Mi ha fatto capire che tutto è labile e che, di fronte alla relatività, le uniche cose che restano sono l’amore dato e ricevuto, i rapporti tra le persone, le mani strette. Ed ho ricevuto abbracci, atti d’amore concreti, ospitalità, aiuto. Mi sono sentita accolta e in questo modo meno migrante.

Per questo con Interno 14 next voglio cercare di portare avanti progetti di natura continuativa: perché possono cambiare i luoghi ma quello che costruisce davvero sono solo le persone, siamo solo NOI che crediamo e lavoriamo per il bene comune e la bellezza. 

Allora questo luogo è un momento di ristoro, una casa, uno spazio per studiare, confrontarci, sperimentare, collaborare, accogliere. 

Migrante io lo sono nell’anima e nessuna casa potrà cambiare l’intima natura delle cose.

Ma questa è un’occasione per stringere tante altre mani e per tessere le reti dell’ascolto e del dialogo. 

Roberta Melasecca

 

iMaterial: Reti di ricordi – Progetto per la memoria del Museo Tucci 

Reti di ricordi
Progetto per la memoria del Museo Tucci 

5 giugno 2019 ore 10.00 /18.00
31 ottobre 2019 ore 15.00 / 19.30
Macro Roma

Il 31 ottobre 2017 le porte di Palazzo Brancaccio in via Merulana 248, storica sede del Museo Nazionale d’Arte Orientale intitolato a Giuseppe Tucci, si sono chiuse al pubblico, ed è iniziato il trasferimento delle collezioni presso il Museo delle Civiltà all’EUR. 

Questo non può lasciare indifferenti le persone che hanno frequentato ed amato il Museo nella sede che ha avuto per cinquant’anni (dal 1957 al 2017), perché le sue collezioni sono come un organismo vivente che ora ha cambiato le sue coordinate spaziali e, soprattutto, la sua relazione con il territorio circostante. 

Il progetto Reti di ricordi ha l’intento di valorizzare la memoria di ciò che il Museo Tucci è stato nella sua sede di Palazzo Brancaccio, sottolineando la relazione creatasi nel tempo tra le opere e le persone che le hanno studiate, custodite, protette, visitate; la relazione tra le collezioni che Palazzo Brancaccio conteneva e il quartiere Esquilino, da decenni luogo di insediamento di comunità asiatiche. Ulteriore intento di questo progetto è seguire le sorti della grande collezione del Museo Tucci, che auspichiamo possa essere al più presto esposta interamente, in tutta la sua bellezza e ricchezza, e ammirata da tutti. 

Il progetto sarà ospitato al Macro in due giornate di lavoro, incontro, confronto, informazione, coinvolgendo chi nel Museo ha lavorato o partecipato a progetti artistici e culturali. 

Il primo appuntamento è fissato per il giorno 5 giugno 2019 dalle 10.00 alle 18.00, mentre il secondo appuntamento coincide con il secondo anniversario della chiusura del Museo Tucci, il 31 ottobre 2019. 

Durante queste due giornate ogni artista adotterà un oggetto del museo e proporrà un suo lavoro specifico: attraverso riprese video e/o fotografiche, disegni, appunti o altre forme che ciascun artista potrà individuare, saranno raccolti ricordi e testimonianze, riguardanti la vita delle persone e delle collezioni del Museo, che andranno a formare un significativo corpus di materiali, racconto di qualcosa che si trasforma. 

Reti di ricordi è una delle iniziative facenti parte del progetto iMaterial 2019 di Interno 14 next; è promosso e organizzato da Roberta Melasecca Interno 14 next, Silvia Stucky, Michele Marinaccio con la collaborazione di Donatella Mazzeo, Paola D’Amore, Massimo Livadiotti, Vittoria Biasi, Paola Romoli Venturi, Donatella Pinocci. 

In copertina: Figura femminile, scisto, Pakistan, (Swat) Butkhara, Arte del Gandhara, foto @Donatella Pinocci

iMaterial: fe/male – Mese della Fotografia Roma

fe/male
A cura di Roberta Melasecca

Isabella Borrelli / Roberto Cavallini
12-19 marzo 2019 – Inaugurazione 12 marzo 2019 ore 18.00

Antonella Albani / Marco Marassi
21-28 marzo 2019 – Inaugurazione 21 marzo 2019 ore 18.00

Talk Fotografia e testo
15 marzo 2019 ore 18.00

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 18.00

Interno 14 next c/o Spazio Impatto | Piazza Galeria 14 – 15 | Roma

In occasione del Mese della Fotografia Roma, Interno 14 next propone il progetto fe/male, a cura di Roberta Melasecca. 

fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente. 

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

Il giorno 15 marzo 2019 alle ore 18.00 si svolgerà il talk Fotografia e testo.
Il giorno 28 marzo alle ore 18.00 si svolgerà il talk Fotografia e Performance.

Isabella Borrelli nasce a Salerno nel 1989: si avvicina alla fotografia documentando i backstage di alcuni festival come il Giffoni Film Festival e il Comicon Napoli. Ha lavorato con grandi fotografi come Richard Kalvar (Magnum), Moises Saiman (Magnum) e Francesco Zizola (NOOR) che l’hanno stimolata a strutturare una propria narrativa e sviluppare una visione personale. Nel 2013 ha esposto alla Biennale di Venezia con il progetto Human Waste sull’emergenza di Napoli del 2011. Lavora utilizzando un approccio metafotografico,  usando varie tipologie di supporti digitali e materiali d’archivio: tutto, in tal modo diventa fotografia in una società basata su dati e immagini. Nel 2017 vince il primo premio dedicato ai giovani talenti de Oltre le mura di Global Sharpers e viene selezionata per il premio Slideluck Naples, il Lugano Photo Days e per il Leica LFI Music Contest. Alcune sue fotografie sono state esposte al Centro Coreano di Architettura e al MACRO di Roma. www.isabellaborrelli.com

Roberto Cavallini nasce a Roma nel 1950. Si laurea in Sociologia, nel 1979, con lode presso La Sapienza Università di Roma. Consegue un Master in New Media e Comunicazione, nel 2000, col massimo dei voti presso l’Università Tor Vergata di Roma. E’ iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1996. Nel1980 inizia ad interessarsi di fotografia e nel 1983 espone al SICOF di Milano nella collettiva Lo sport nella terza età. Nel 1984 inizia l’attività di fotografo free lance collaborando con le maggiori testate giornalistiche. Nel 1997 espone presso il Centro Studi Americani di Roma in una mostra fotografica sul poeta ed editore della Beat Generation Lawrence Ferlinghetti. Nel 1998 inizia la collaborazione come critico fotografico dell’inserto Media del quotidiano L’Unità. Espone presso la Galleria AOF58 di Roma la mostra fotografica River Tiber River Ganga, e, per la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, nella collettiva I volti della paura. Inizia la collaborazione in qualità di fotogiornalista con la rivista Diario. Nel 1999 espone presso la Protomoteca del Comune di Roma la mostra fotografica PEEP. Nel 2001 è professore a contratto di Storia del Reportage e di Elaborazione digitale dell’immagine nel Master in Linguaggi fotografici Presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Dal 2002 al 2007 è professore a contratto di Storia dei Linguaggi fotografici nel corso di Laurea in Scienza dei Media e della Comunicazione e di Fotografia della Moda presso il Corso di Cultura della Moda presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Nel 2003 partecipa al Festival Internazionale della Fotografia di Roma nella sezione Roma fino a domani. Nel 2005 espone presso il Vittoriano di Roma – Salone di Maggio – Roma il progetto Luoghi e Colori. Nel 2006 espone presso la Galleria Fòndaco per il Festival Internazionale della Fotografia di Roma 1 Km. di diametro. Dal 2008 al 2009 è professore a contratto di Laboratorio Fotografico nel corso di Laurea in Disegno Industriale presso l’Università La Sapienza di Roma. Dal 2008 al 2016 è formatore nelle discipline Video – fotografiche e multimediali presso L’ENDOFAP – Lazio. Partecipa inoltre alla collettiva Darkroom Project presso Arles- Festival Internazionale della fotografia e alla collettiva Darkroom Project presso Stoccarda. Sempre nel 2014 ricopre la veste di organizzatore, regista e sceneggiatore dell’evento La Roma di Pasolini in bicicletta, presso il Centro Regionale dell’Appia Antica. Collabora con la rivista Succede Oggi. Esce il 9 novembre la fanzine L’anno del verde ipocrita, prodotta da Monkeyphoto. Nel 2018 è curatore, insieme ad Arturo Belluardo del’evento Parole e Ombre, incontro tra letteratura e fotografia. Nel 2019 organizza, insieme al fotografo Pino Guerra, la mostra La voce degli occhi – Scampia. Viaggio fotografico nel mondo delle Vele presso la Biblioteca Marconi di Roma. www.robertocavallini.eu

Antonella Albani nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora. Dopo il diploma di maturità d’Arte Applicata con specializzazione in Fotografia Artistica e Grafica Pubblicitaria, si laurea in Storia dell’Arte Moderna a La Sapienza Università di Roma, con una tesi sull’eredità di Raffaello nella pittura occidentale (e sull’opera pittorica del suo migliore allievo, Giulio Romano), raffinando così le sue competenze umanistiche e la passione per le arti figurative. Le sue fotografie raccontano l’attesa di qualcosa che mai accadrà: l’agire dei suoi personaggi è in realtà una sospensione e questi ultimi sono spesso immobili, cristallizzati. È una fotografia venata di metafisica e a tratti ironica surrealtà, che spesso denuncia una solitudine, in particolare della figura femminile. Tra le principali esposizioni: 2013, Da donna a donna progetto collettivo, Associazione Prospettiva 8, a cura di Rosa Maria Puglisi, Casa internazionale delle Donne, Roma. 2013, Secondo Progetto Portfolio con l’opera La soglia: uomo con cappello a cura di Carlo Gallerati e Noemi Pittaluga, Galleria Gallerati, Roma; 2014, Arte in Studio 2. One Day Exhibition (a cura di Carlo Gallerati e Sarah Palermo), Studio legale e tributario Savella & Associati, Roma; 2015, Museo dell’istante (progetto collettivo a cura di Mauro Raponi, Flavia Rossi e Luca Chiaventi), Officine Fotografiche/Teatro Ambra, Roma. 2015, Nude – Tre artiste, un’unica traccia (a cura di Francesca Bertuglia, Party – L’arte da ricevere, nell’ambito di Open House Roma), Roma; 2016, Rassegna fotografica Fuori 7 , partecipazione con la serie fotografica La cucina, (a cura di Serena Silvestrini), Galleria Gallerati, Roma; 2017,Intimate Journey, Mostra personale (a cura di Enrico Nicolò), Libreria Fahrenheit 45, Roma; 2018, La soglia: uomo con cappello, Mostra personale permanente nell’ambito della rassegna Adottart, un Museo diffuso nel rione all’Esquilino (organizzata dall’Associazione culturale Arco di Gallieno e a cura di Franco Cenci), Coltelleria Daniela Prezioso, Roma. Principali eventi e riconoscimenti: 2014, San Lorenzo Street Art Gallery (a cura di Flare luci parassite) artista selezionata con l’opera La soglia, Nuovo Cinema Palazzo, Roma; 2016, Fotoleggendo 2016 (a cura di Emilio D’Itri, partecipazione con la serie La famiglia), Officine Fotografiche, Roma; 2016, vincitrice T.I.N.A. Prize (artista selezionata dalla Galleria Gallerati con l’opera La cucina n. 1), Radar, San Donà di Piave (VE). 2018, Ho scoperto dove sono, Mostra personale (a cura di Roberta Melasecca e Michela Becchis), Interno 14, Roma. 2018, Arte in camera open studio nell’ambito della rassegna RAW, Roma, studio d’arte Marialuisa Angeletti, Roma.

Marco Marassi, classe 1975, inizia come autodidatta per poi perfezionarsi presso la Scuola di Arti e Mestieri Ettore Rolli di Roma studiando fotografia. Fino al 2011 si occupa prevalentemente di Street Photography per poi dedicarsi alla fotografia concettuale e , fino al progetto Buck up and cry!, abbandonando l’uomo come tramite della sua ricerca artistica. Tra i principali progetti. Assenza (2009-2016): l’artista, tramite uno studio su paesaggi marini formati da strutture geometriche scarne ed essenziali, cerca di descrivere proiezioni di un suo mondo interiore, un mondo profondamente umano in cui l’uomo non lascia che tracce; Italia Scapes (2009-2016): ispirato dagli autori della Scuola Italiana di Paesaggio, l’autore ripercorre tratti del paesaggio italiano soffermandosi su particolari a volte non sempre visibili ad uno sguardo distratto; Buck-up and cry!  (2016-2017): l’interrogativo su alcuni tabù del mondo maschile, come il pianto e il trucco. Il pianto nell’antichità, come tutti i liquidi del corpo umano il sangue, il sudore, lo sperma, era sinonimo di vita e vitalità. Nelle situazioni estreme l’eroe piange e così si sente vivo. Dopo il lutto e la disperazione, può rinascere. Il pianto degli uomini si svela già da subito diverso da quello delle donne: le lacrime femminili sono inesauribili e le sfinisce, quello degli uomini permette la palingenesi; Stunt (2017- aperto): una serie critica sul foto giornalismo, documentare significa colpire necessariamente con immagini estremamente violente? Mostre personali: 2016 – Assenza, Tevere Art Gallery Roma; 2016 – Assenza, Mila Gallery Roma; 2017- Burning Circus, Tevere Art Gallery Roma. Collettive: 2017 – Rassegna Rencontres de la photographie di Arles circuito Voice Off Mamo Temporary Gallery; 2015 Finalista Premio Arte Laguna. Propone “Buck up and cry!”, shooting perfor- mativo di e con Marco Marassi e Barbara Lalle, a cura di Roberta Melasecca_Interno 14, al MACRO – Mu- seo d’Arte Contemporanea di Roma martedì 27 Novembre 2018. www.marcomarassi.com

INFO

fe/male
A cura di Roberta Melasecca
Organizzazione Roberta Melasecca – Interno 14 next
Evento all’interno del progetto iMaterial__material/immaterial world 

Isabella Borrelli / Roberto Cavallini
Inaugurazione 12 marzo 2019 ore 18.00
12-19 marzo 2019

Antonella Albani / Marco Marassi
Inaugurazione 21 marzo 2019 ore 18.00
21-28 marzo 2019

Talk Fotografia e testo
15 marzo 2019 ore 18.00

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 18.00

Interno 14 next c/o Spazio Impatto
Piazza Galeria 14 – 15 | Roma

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
3494945612
www.interno14next.it

iMaterial_material/immaterial world – Progetto 2019 in residenza su Roma e altrove

iMaterial_material/immaterial world
Progetto 2019 in residenza su Roma e altrove

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in particolare analizza le reti reali e virtuali, le connessioni, le diverse prospettive che possono unire, dividere o condurre ad altre e differenti interpretazioni. 

In questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale: dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. 

Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo del progetto. 

iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

iMaterial si divide in due aree di intervento: Connection Hub, un sistema di relazioni e connessioni reali e mentaliattività di approfondimento, incontri multidisciplinari e interdisciplinari; Join Mote, un sistema dove aggregarsi o dividersimostre, laboratori, performance. 

iMaterial è un progetto ideato e a cura di Roberta Melasecca e Interno 14 next