Inaugurazione sede provvisoria #inresidence Interno 14 next: foto e futuro

Carissimi Amici, 

vi ringrazio con tutto il mio cuore per l’affetto, l’amicizia e la stima che mi avete dimostrato nel giorno dell’inaugurazione di questa sede provvisoria #inresidence presso Spazio Impatto a Piazza Galeria.

Sono davvero commossa e quanto è successo è per me di grande stimolo e spinta a continuare su questa strada e portare avanti questa missione. 

Sì per me è una vera missione, portare l’arte e la bellezza ed esserne testimone; lavorare per il bene comune e non per fini personali. E’ una vita strana, vera, di grande passione, dove piango con chi piange e rido con chi ride, dove mi immedesimo nei progetti e divento sorella con gli artisti. 

In altro modo non so vivere e quindi posso solo rimanere coerente con le mie scelte e con le mie visioni, che prediligeranno sempre di più le persone e i rapporti e sempre meno le cose che sono fragili e caduche.

Ringrazio la mia sorella nell’arte Barbara Lalle con cui condivido la strada, i successi, gli insuccessi, i dolori e le gioie. Ringrazio Barbara Lalle, Marco Marassi e Futura per avermi aperto la loro casa e per aver dimostrato che esiste un altro modo di vivere la vita, aperta a chi ha bisogno. Ringrazio tutti gli artisti, i curatori, i galleristi , i giornalisti e blogger da cui ho imparato tantissimo e che mi permettono ogni giorno di migliorare. Ringrazio tutti gli artisti con cui sto lavorando e che si sono affidati a me. Ringrazio tutti gli amici cari e veri. Grazie a Claudia Quintieri per tutte le volte che mi ha ascoltata e che mi ha appoggiata. Ringrazio Andreina De Tomassi e Antonio Sorace per l’amore, l’accoglienza e il confronto continuo e per avermi dato una casa. Ringrazio tutti gli appassionati e visitatori delle mostre di Interno 14 e delle mostre di cui curo l’ufficio stampa per l’interesse che mi stanno dimostrando. Ringrazio la mia famiglia, Claudio, Beatrice, Vittoria, Stefano e Luna per avermi sempre supportato e sopportato e per amarmi. Ringrazio i miei genitori, Norma e Valter, per aver sempre creduto nelle mie scelte. Ringrazio mia madre Norma che mi ha trasmesso da quando ero piccola l’amore per l’arte e la bellezza. 

Interno 14 next, dopo il progetto per il Mese della Fotografia di marzo 2019, torna ad essere migrante e lascia la sede #inresidence di Piazza Galeria. 

Grazie a tutti amici e continuiamo a camminare insieme.

Grazie a Giorgio Sacher per aver immortalato con queste bellissime immagini dei momenti per me importanti. 

 

Michelangelo Pistoletto: TERZO PARADISO/Sulla sabbia di Ostia – performance collettiva 

Michelangelo Pistoletto
TERZO PARADISO/Sulla sabbia di Ostia
performance collettiva 
ideazione di Paola Pallotta
coordinamento a cura di Paola Pallotta e Francesco Saverio Teruzzi 

mercoledì 27 marzo 2019, ore 11.00 | Sporting Beach Arte – Ostia Roma

 

I periodi di grande cambiamento cominciano sempre con la sfida nei confronti delle frontiere artistiche preesistenti, che poi si estende alle frontiere sociali più significative, finché poi l’intera società si trova trasformata.” (Arthur C. Danto)

SBA Sporting Beach Arte dedica la giornata di mercoledì 27 marzo 2019 a Michelangelo Pistoletto e al suo Terzo Paradiso che, in questa occasione, vede protagonisti gli studenti di Ostia e si intitola Sulla sabbia di Ostia.

In tempi in cui l’umanità sembra nel pieno dello sfruttamento dell’ambiente, e lo sviluppo al massimo utilizzo del suolo, la dissipazione energetica e il saccheggio delle risorse trovano un contrappasso nell’opera di importanti artisti contemporanei. 

Michelangelo Pistoletto intuì già dal 1967, anno in cui realizzò La Venere degli stracci, che l’artista ha il dovere di dedicare grande parte delle proprie qualità teoriche e doti pratiche alla denuncia dei pericoli e dei danni occorsi all’ambiente, e dunque alla necessità di ricostruire il rapporto tra Natura e Cultura. La modificazione del paesaggio naturale ad opera della civiltà, così prepotente negli ultimi decenni e ormai al centro delle preoccupazioni dei governi, ci costringe a ripensare le modalità del nostro stare sulla terra e gli artisti, nel flusso di eventi creativi o distruttivi che chiamiamo storia, situano l’arte in una prospettiva di trasformazione della società. L’obiettivo comune degli artisti che Germano Celant indicava come un’aggregazione ideale e pratica nel suo celebre articolo Appunti per una guerriglia apparso su “Flash Art” nel 1967 e che segnò l’inizio ufficiale dell’Arte Povera, era quello di comprendere il nucleo originario della società contemporanea, al di là di ogni sovrastruttura. I materiali “poveri” usati per fare arte – ferro legno pietra terra stracci, scarti industriali – divennero il mezzo per denunciare le contraddizioni dell’agire umano anche nei confronti dell’Ambiente naturale, paradosso della modernità. Aprire con urgenza il dialogo tra Arte e Ambiente ha così significato non perdere di vista la complessità e la profondità della questione, quella del dover essere nella natura coscientemente, attraverso un atto di volontà e di creazione artistica. L’uomo che possa dirsi contemporaneo non può prescindere dal rapporto con l’Ambiente, anche inteso come ambiente sociale e antropologico. 

Coerente con questa concezione dell’arte, nel 1998 Pistoletto istituisce a Biella “Cittadellarte”, sede della Fondazione che porta il suo nome e centro di cultura internazionale, grande laboratorio creativo dove fare ricerca e condividere idee, luogo per mostre, convegni, incontri e dibattiti. 

Nel saggio omonimo pubblicato nel 2007, l’artista enuncia: “Il Terzo Paradiso è la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. […] Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.” E ancora: “Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.” Tali principi assumono forma concreta e operativa nelle best practices delle attività di “Cittadellarte e trovano forte sostegno nei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (tra gli altri lotta alla povertà, eliminazione della fame, contrasto al cambiamento climatico) enunciati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella Risoluzione “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” adottata nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri. 

SBA nasce nel 2016 con il medesimo intento di portare negli spazi dello storico stabilimento balneare Sporting Beach di Ostia mostre di artisti di rilievo, per comprendere insieme le diverse problematiche dell’ambiente naturale e sociale in cui opera, nella convinzione che l’arte, la bellezza e il pensiero costituiscano l’unica cura per la tutela e salvaguardia del patrimonio naturale, artistico e antropologico di un territorio, spesso difficile e controverso come può esserlo una periferia. SBA si dedica con attenzione a questo luogo tanto insolito, Ostia, periferia di Roma eppure suo Municipio e suo mare, città di giovane fondazione ma tanto prossima a luoghi della storia. A seguito della bonifica del territorio iniziata già alla fine dell’Ottocento, Ostia divenne lo spazio per la sperimentazione degli urbanisti e degli architetti chiamati a realizzare progetti di avanguardia: fra tutti Luigi Moretti, Adalberto Libera e Angiolo Mazzoni negli anni Venti e Trenta furono gli autori di edifici pubblici, palazzine d’abitazione e stabilimenti balneari i cui volumi e linee razionaliste si stagliano nella grande distesa di pianura, cielo e mare di Ostia. Il medesimo sguardo rivoluzionario e metafisico di De Chirico che abitò a lungo in una palazzina sul lungomare, e più tardi di Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, dediti poeticamente a quella luce, a quel mare e a quelle architetture.

SBA ha cura della conformazione naturale di questo territorio e delle persone che lo abitano, per tessere i fili di una comunità solidale che abbia a cuore la sostenibilità delle nostre azioni nei confronti del luogo che ci accoglie. 

Dalla comunità d’intenti nasce il progetto Terzo Paradiso – Sulla sabbia di Ostia, un percorso biennale dove verranno chiamate in campo le forze del litorale romano per una rinascita del patrimonio antropologico e culturale lidense. Sarà un segno sulla sabbia, come la prima versione del Simbolo del Terzo Paradiso tracciata da Michelangelo Pistoletto, a indicare l’inizio del percorso. Un segno che verrà tracciato dagli studenti del Liceo Ginnasio “Anco Marzio”, del Liceo Scientifico “Democrito” e della Facoltà di Ingegneria delle Tecnologie per il Mare, future generazioni che raccolgono l’invito alla trasformazione sociale responsabile e sostenibile attraverso una performance artistica. Non un passaggio di testimone, ma un’assunzione di consapevolezza che il vero cambiamento e la vera conoscenza passano attraverso l’unione, le relazioni sociali, lo scambio, l’accettazione dell’altro, il consolidamento del rapporto Natura-Uomo-Cultura e con il rapporto paritario centro-periferia in un unicum che è la Città.

Le performance di Pistoletto prevedono una forte interazione tra il segno artistico e il contesto socio-ambientale in cui vengono realizzate, attraverso il coinvolgimento di abitanti del luogo, oltre che di generici fruitori, ecco perché elettivamente si rivolgono alle scuole in quanto bacino delle nuove generazioni di cittadini. Il processo di avvicinamento al 27 marzo si realizzerà tramite un approfondimento dei contenuti a opera di Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli Ambasciatori del Rebirth/Terzo Paradiso, progetto artistico internazionale che vanta più di mille eventi nel Mondo e più di tre milioni di partecipanti in tutti i continenti.

“Tutti i paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, implementeranno questo programma. Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. […] Il mondo che immaginiamo è un mondo in cui ogni paese gode di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile, e in cui vi è un lavoro dignitoso per ciascuno. Un mondo in cui i consumi, i processi di produzione e l’uso delle risorse naturali (dall’aria alla terra, dai fiumi, i laghi e le falde acquifere ai mari e agli oceani) sono sostenibili.” (Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 25 settembre 2015)

Paola Pallotta

INFO

Michelangelo Pistoletto
TERZO PARADISO – Sulla sabbia di Ostia
performance collettiva con gli studenti di: Liceo Ginnasio “Anco Marzio”, Liceo Scientifico “Democrito”, Facoltà di Ingegneria delle Tecnologie per il Mare-Università Roma Tre

mercoledì 27 marzo 2019 ore 11.00 – Sporting Beach Arte – Ostia Roma

ideazione di Paola Pallotta
coordinamento a cura di Paola Pallotta e Francesco Saverio Teruzzi
photo ©Paolo Darra
video ©Bart Muzzarelli
con la collaborazione di Roberta Melasecca – Interno 14 next  
con il contributo di Azienda Vinicola Federici 

SBA Sporting Beach Arte
Lungomare A. Vespucci 6 – Ostia Lido, Roma
tel. 3402265769 
www.sportingbeacharte-sba.jimdo.com
www.facebook.com/sportingbeacharte/ 

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Interno 14 next –
Melasecca PressOffice
tel 3494945612
roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.it

fe/male: Isabella Borrelli / Roberto Cavallini | Mese della Fotografia Roma – 12 marzo 2019

fe/male
Isabella Borrelli / Roberto Cavallini
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 12 marzo 2019 ore 18.00

Interno 14 next presso Impatto

Piazza Galeria 14 | Roma
12-19 marzo 2019

Il giorno 12 marzo 2019 dalle ore 18.00, Interno 14 next inaugura la nuova sede #inresidence in Piazza Galeria 14 b Roma con un progetto pensato per il Mese della Fotografia: fe/male con le opere di Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Antonella Albani, Marco Marassi e con due momenti di approfondimento sui temi fotografia – testo – performance. 
Prima bipersonale: Isabella Borrelli / Roberto Cavallini dal 12 al 19 marzo 2019. 
Seconda bipersonale: Antonella Albani / Marco marassi dal 21 al 28 marzo 2019. 

Interno 14 next è una realtà migrante e diffusa, un luogo reale e mentale di idee, di confronto e collaborazione, un luogo di creazione e sperimentazione, che ha l’obiettivo di uscire dai confini metropolitani per inserirsi in un ambito europeo e internazionale; è uno spazio di di ricerca aperto a scambi e connessioni non legato necessariamente ad un luogo fisico e quindi con il desiderio continuo di essere molteplice, multidisciplinare, diffuso.

fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente. 

Isabella Borrelli e Roberto Cavallini indagano il proprio mondo interiore, riflesso e proiettato nel mondo esteriore, in uno spazio di azione e movimento, in un luogo dove l’occhio si direziona verso scelte determinate, in un andare continuo oltre il conosciuto e l’indifferente. 

Over the bridge di Borrelli è la scoperta di spazi oltre un un ponte futuristico che assomiglia alla carcassa di un animale: un ponte mistico, esoterico sul quale percorrono le escursioni di un rione di Roma. La livida luce di periferia di Garbatella – quel trucco un po’ sfatto da dormitorio – si trasforma completamente durante la notte in atmosfere allucinatorie e vagamente erotiche. I caseggiati ridisegnati dai mostri di Blue diventano, dopo il tramonto, dimore di artisti e zone di nuovi sound: l’artista attraverso la fotografia di strada – rigorosamente eseguita dalla 8 di sera alle 5 del mattino – narra di uno stato interiore tra paura, scomparsa di affetti, scoperta di una generazione che spesso vaga senza mete perdendosi nelle strade di notte, vittima e carnefice di se stessa.

Il verde ipocrita di Cavallini è il verde negazione di se stesso, intriso di annotazioni dolorose. Nel 2017 Pantone Color Institute scelse come colore dell’anno il Greenery 15-0343: tonalità rivitalizzante e autentica ventata di freschezza, simbolo di nuovi impulsi, una tonalità verde-gialla fresca e frizzante che rievoca i primi giorni di primavera, quando le infinite sfumature di verde della natura si risvegliano. Tutto è verde: l’area verde, la benzina verde, la bottega verde, il numero verde, il tantum verde, la linea verde, il polmone verde, il sempre verde, il tecno verde, il pensiero verde, l’ecofelicità, l’eco-bio, il green power, il verde speranza, il verde è tuo, difendilo! Il verde ha pervaso il nostro immaginario diventando un colore messianico: una nuova, miserabile forma di ipocrisia, elevata a potenza, che ha spinto l’artista a ripercorrere a ritroso il suo archivio fotografico per documentare tratti e frammenti di verde ipocrita. 

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

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Isabella Borrelli nasce a Salerno nel 1989: si avvicina alla fotografia documentando i backstage di alcuni festival come il Giffoni Film Festival e il Comicon Napoli. Ha lavorato con grandi fotografi come Richard Kalvar (Magnum), Moises Saiman (Magnum) e Francesco Zizola (NOOR) che l’hanno stimolata a strutturare una propria narrativa e sviluppare una visione personale. Nel 2013 ha esposto alla Biennale di Venezia con il progetto Human Waste sull’emergenza di Napoli del 2011. Lavora utilizzando un approccio metafotografico,  usando varie tipologie di supporti digitali e materiali d’archivio: tutto, in tal modo diventa fotografia in una società basata su dati e immagini. Nel 2017 vince il primo premio dedicato ai giovani talenti de Oltre le mura di Global Sharpers e viene selezionata per il premio Slideluck Naples, il Lugano Photo Days e per il Leica LFI Music Contest. Alcune sue fotografie sono state esposte al Centro Coreano di Architettura e al MACRO di Roma. www.isabellaborrelli.com

Roberto Cavallini nasce a Roma nel 1950. Si laurea in Sociologia, nel 1979, con lode presso La Sapienza Università di Roma. Consegue un Master in New Media e Comunicazione, nel 2000, col massimo dei voti presso l’Università Tor Vergata di Roma. E’ iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1996. Nel1980 inizia ad interessarsi di fotografia e nel 1983 espone al SICOF di Milano nella collettiva Lo sport nella terza età. Nel 1984 inizia l’attività di fotografo free lance collaborando con le maggiori testate giornalistiche. Nel 1997 espone presso il Centro Studi Americani di Roma in una mostra fotografica sul poeta ed editore della Beat Generation Lawrence Ferlinghetti. Nel 1998 inizia la collaborazione come critico fotografico dell’inserto Media del quotidiano L’Unità. Espone presso la Galleria AOF58 di Roma la mostra fotografica River Tiber River Ganga, e, per la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, nella collettiva I volti della paura. Inizia la collaborazione in qualità di fotogiornalista con la rivista Diario. Nel 1999 espone presso la Protomoteca del Comune di Roma la mostra fotografica PEEP. Nel 2001 è professore a contratto di Storia del Reportage e di Elaborazione digitale dell’immagine nel Master in Linguaggi fotografici Presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Dal 2002 al 2007 è professore a contratto di Storia dei Linguaggi fotografici nel corso di Laurea in Scienza dei Media e della Comunicazione e di Fotografia della Moda presso il Corso di Cultura della Moda presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Nel 2003 partecipa al Festival Internazionale della Fotografia di Roma nella sezione Roma fino a domani. Nel 2005 espone presso il Vittoriano di Roma – Salone di Maggio – Roma il progetto Luoghi e Colori. Nel 2006 espone presso la Galleria Fòndaco per il Festival Internazionale della Fotografia di Roma 1 Km. di diametro. Dal 2008 al 2009 è professore a contratto di Laboratorio Fotografico nel corso di Laurea in Disegno Industriale presso l’Università La Sapienza di Roma. Dal 2008 al 2016 è formatore nelle discipline Video – fotografiche e multimediali presso L’ENDOFAP – Lazio. Partecipa inoltre alla collettiva Darkroom Project presso Arles- Festival Internazionale della fotografia e alla collettiva Darkroom Project presso Stoccarda. Sempre nel 2014 ricopre la veste di organizzatore, regista e sceneggiatore dell’evento La Roma di Pasolini in bicicletta, presso il Centro Regionale dell’Appia Antica. Collabora con la rivista Succede Oggi. Esce il 9 novembre la fanzine L’anno del verde ipocrita, prodotta da Monkeyphoto. Nel 2018 è curatore, insieme ad Arturo Belluardo del’evento Parole e Ombre, incontro tra letteratura e fotografia. Nel 2019 organizza, insieme al fotografo Pino Guerra, la mostra La voce degli occhi – Scampia. Viaggio fotografico nel mondo delle Vele presso la Biblioteca Marconi di Roma. www.robertocavallini.eu

INFO

Mese della Fotografia Roma 2019
fe/male
A cura di Roberta Melasecca
Organizzazione Roberta Melasecca – Interno 14 next
Evento all’interno del progetto iMaterial__material/immaterial world 

Isabella Borrelli / Roberto Cavallini
Inaugurazione 12 marzo 2019 ore 18.00
12-19 marzo 2019

Antonella Albani / Marco Marassi
Inaugurazione 21 marzo 2019 ore 18.00
21-28 marzo 2019

Talk Fotografia e testo
15 marzo 2019 ore 19.00
Con Antonella Albani, Arturo Belluardo, Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Marco Marassi

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 19.00
Con Lori Adragna, Michela Becchis, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux

Interno 14 next 
sede #inresidence
Piazza Galeria 14 b | Roma

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
3494945612
www.interno14next.it

fe/male: Talk Fotografia e testo | Mese della Fotografia Roma – 15 marzo 2019

fe/male
A cura di Roberta Melasecca

Talk Fotografia e testo
Con Antonella Albani, Arturo Belluardo, Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Marco Marassi

15 marzo 2019 ore 19.00

Interno 14 next c/o Spazio Impatto | Piazza Galeria 14 b- 15 | Roma

In occasione del Mese della Fotografia Roma, Interno 14 next propone il progetto fe/male, a cura di Roberta Melasecca, che inaugura anche una serie di progetti #inresidence nella nuova sede di Piazza Galeria 14 a Roma. fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente. 

In occasione delle due bipersonali, Interno 14 next propone, il giorno 15 marzo 2019 alle ore 19.00, un talk sul tema Fotografia e testo. 

Interverranno Antonella Albani, Arturo Belluardo, Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Marco Marassi. Modera Roberta Melasecca. 

Il talk indagherà, attraverso un confronto aperto e diretto, il rapporto tra immagine e testo in ambito fotografico, partendo dalle parole di Gillo Dorfles: “La fotografia realizza la duplice funzione di latrice di un messaggio iconico e simbolico”, evidenziando la dimensione denotativa e connotativa. 

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

INFO

Mese della Fotografia Roma 2019

fe/male
A cura di Roberta Melasecca
Organizzazione Roberta Melasecca – Interno 14 next
Evento all’interno del progetto iMaterial__material/immaterial world 

Talk Fotografia e testo
15 marzo 2019 ore 18.00
Con Antonella Albani, Arturo Belluardo, Isabella Borrelli, Roberto Cavallini, Marco Marassi

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 18.00
Con Lori Adragna, Michela Becchis, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux

Interno 14 next c/o Spazio Impatto
Piazza Galeria 14 b | Roma

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
3494945612
www.interno14next.it

fe/male: Antonella Albani/ Marco Marassi | Mese della Fotografia Roma – 21 marzo 2019

fe/male
Antonella Albani/ Marco Marassi
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 21 marzo 2019 ore 18.00

Interno 14 next c/o Spazio Impatto | Piazza Galeria 14 | Roma
21-28 marzo 2019

In occasione del Mese della Fotografia Roma, Interno 14 next propone il progetto fe/male, a cura di Roberta Melasecca, che inaugura anche una serie di progetti #inresidence a Piazza Galeria 14 presso Spazio Impatto a Roma. Seconda bipersonale di Antonella Albani / Marco Marassi il giorno 21 marzo 2019 alle ore 18.30.

fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente. 

Antonella Albani e Marco Marassi indagano un mondo interiore intriso da condizionamenti e conformismi e narrano di storie intime nelle quali gli stessi spazi esterni implodono in un viscerale luogo dell’anima. 

Forse non è il mio fantasma di Albani è uno spazio vuoto, una prigione, una clausura imposta, una costrizione voluta dall’esterno o una negazione della propria identità. L’artista rappresenta una donna negata, ingabbiata, a tratti statuaria e conscia di una situazione di immobilità, cristallizzata in un ricorrente infinito, oppure tesa a un tentativo di movimento, via di fuga verso la “luce”. Seduta o stante, sembra dire: “questa io sono”. Spesso l’incastro di ciò che siamo è imprescindibile: a volte romantico, archetipo femminile obbligato, a volte stranamente salvifico o di ultima condanna.  I trucioli di carta fotografica, ritagliati dagli stessi scatti, sono sovrapposti alle immagini e rappresentano una parte del proprio essere in qualche modo negato, censurato, e quindi “tagliato”, eliminato.

Buck up cry!, di Marassi nasce come shooting performativo incentrato sulla rottura di due tabù del mondo eterosessuale, maschile, bianco, contemporaneo: il trucco ed il pianto. Il pianto nell’antichità, come tutti i liquidi del corpo umano – il sangue, il sudore, lo sperma – era sinonimo di vita e vitalità. L‘uomo che piange è un valore positivo anche nel mondo contemporaneo: il pianto pulisce l‘anima dando sfogo alle sofferenze e, come il pianto, nel corso del tempo, anche il trucco è diventato un forte veicolo di concetti a volte diametralmente opposti. L’artista ritrae volti sospesi in uno spazio atemporale, evidenziano dubbi ed interrogativi: truccarsi è inversamente proporzionale alla forza di piangere e ci si trucca per non piangere o ancora si piange per liberarsi da un trucco pesante. 

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

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Antonella Albani nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora. Dopo il diploma di maturità d’Arte Applicata con specializzazione in Fotografia Artistica e Grafica Pubblicitaria, si laurea in Storia dell’Arte Moderna a La Sapienza Università di Roma, con una tesi sull’eredità di Raffaello nella pittura occidentale (e sull’opera pittorica del suo migliore allievo, Giulio Romano), raffinando così le sue competenze umanistiche e la passione per le arti figurative. Le sue fotografie raccontano l’attesa di qualcosa che mai accadrà: l’agire dei suoi personaggi è in realtà una sospensione e questi ultimi sono spesso immobili, cristallizzati. È una fotografia venata di metafisica e a tratti ironica surrealtà, che spesso denuncia una solitudine, in particolare della figura femminile. Tra le principali esposizioni: 2013, Da donna a donna progetto collettivo, Associazione Prospettiva 8, a cura di Rosa Maria Puglisi, Casa internazionale delle Donne, Roma. 2013, Secondo Progetto Portfolio con l’opera La soglia: uomo con cappello a cura di Carlo Gallerati e Noemi Pittaluga, Galleria Gallerati, Roma; 2014, Arte in Studio 2. One Day Exhibition (a cura di Carlo Gallerati e Sarah Palermo), Studio legale e tributario Savella & Associati, Roma; 2015, Museo dell’istante (progetto collettivo a cura di Mauro Raponi, Flavia Rossi e Luca Chiaventi), Officine Fotografiche/Teatro Ambra, Roma. 2015, Nude – Tre artiste, un’unica traccia (a cura di Francesca Bertuglia, Party – L’arte da ricevere, nell’ambito di Open House Roma), Roma; 2016, Rassegna fotografica Fuori 7 , partecipazione con la serie fotografica La cucina, (a cura di Serena Silvestrini), Galleria Gallerati, Roma; 2017,Intimate Journey, Mostra personale (a cura di Enrico Nicolò), Libreria Fahrenheit 45, Roma; 2018, La soglia: uomo con cappello, Mostra personale permanente nell’ambito della rassegna Adottart, un Museo diffuso nel rione all’Esquilino (organizzata dall’Associazione culturale Arco di Gallieno e a cura di Franco Cenci), Coltelleria Daniela Prezioso, Roma. Principali eventi e riconoscimenti: 2014, San Lorenzo Street Art Gallery (a cura di Flare luci parassite) artista selezionata con l’opera La soglia, Nuovo Cinema Palazzo, Roma; 2016, Fotoleggendo 2016 (a cura di Emilio D’Itri, partecipazione con la serie La famiglia), Officine Fotografiche, Roma; 2016, vincitrice T.I.N.A. Prize (artista selezionata dalla Galleria Gallerati con l’opera La cucina n. 1), Radar, San Donà di Piave (VE). 2018, Ho scoperto dove sono, Mostra personale (a cura di Roberta Melasecca e Michela Becchis), Interno 14, Roma. 2018, Arte in camera open studio nell’ambito della rassegna RAW, Roma, studio d’arte Marialuisa Angeletti, Roma.

Marco Marassi, classe 1975, nasce autodidatta per poi perfezionarsi presso la Scuola di Arti e Mestieri Ettore Rolli di Roma studiando fotografia. Tra le varie mostre collettive e riconoscimenti: 2012 espone al Macro di Roma come finalista del premio d’arte contemporanea Adrenalina; 2014 presso l’Arsenale di Venezia come finalista del premio Arte Laguna; 2015 è tra i 6 vincitori del premio “Warsteiner young talents” nell’ambito dell’Affordable Art Fair di Milano; 2015 Finalista premio Nocivelli – Verolanuova BS; 2016 Finalista premi Primal Energy – Polveriera Guzman – Orbetello GR; 2017 Rassegna “Rencontres de la photographie” Mamo Temporary Gallery – Arles – Francia; 2017 Ospite invitato presso Daphne Bateau Gallery – Pairigi – Francia; 2017 Finalista TAG Prize Tevere Art Gallery, via di Santa Passera 25 – Roma. Mostre Personali: 2016: “Assenza” Mila Gallery via Monte Brianzo 46 – Roma; 2016 “Assenza” Tevere Art Gallery, via di Santa Passera 25 2017: “Burning Circus” presso la Tevere Art Gallery, via di Santa Passera 25 – Roma; 2017: “Burning Circus” presso la Tevere Art Gallery, via di Santa Passera 25 – Roma; 2018 shooting performativo “Buck up and cry!” Con Barbara Lalle presso il MACRO Roma. www.marcomarassi.com

 

INFO

Mese della Fotografia Roma 2019

fe/male
A cura di Roberta Melasecca
Organizzazione Roberta Melasecca – Interno 14 next
Evento all’interno del progetto iMaterial__material/immaterial world 

Isabella Borrelli / Roberto Cavallini
12-19 marzo 2019

Antonella Albani / Marco Marassi
Inaugurazione 21 marzo 2019 ore 18.00
21-28 marzo 2019

Talk Fotografia e testo
15 marzo 2019 ore 18.00

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 18.00
Con Lori Adragna, Michela Becchis, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux

Interno 14 next c/o Spazio Impatto
Piazza Galeria 14 b | Roma

Interno 14 next
Roberta Melasecca
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fe/male: Talk Fotografia e performance | Mese della Fotografia Roma – 28 marzo 2019

fe/male
A cura di Roberta Melasecca

Talk Fotografia e performance
Con Lori Adragna, Eozen Agopian, Michela Becchis, Elina Chauvet, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux, Monica Pirone

28 marzo 2019 ore 19.00

Interno 14 next c/o Spazio Impatto | Piazza Galeria 14 b- 15 | Roma

In occasione del Mese della Fotografia Roma, Interno 14 next propone il progetto fe/male, a cura di Roberta Melasecca, che inaugura anche una serie di progetti #inresidence nella nuova sede di Piazza Galeria 14 a Roma. fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente. 

In occasione delle due bipersonali, Interno 14 next propone, il giorno 28 marzo 2019 alle ore 19.00, a chiusura delle iniziative del Mese della fotografia, un talk sul tema Fotografia e performance 

Sono state pertanto invitate due curatrici e storiche dell’arte, Lori Adragna e Michela Becchis, che affrontano, nel loro lavoro, temi legati ad ambiti artistici performativi e fotografici; e artiste che utilizzano la fotografia e la performance attraverso metodologie differenti: Eozen Agopian artista greca di nascita ma operante a New York, Elina Chauvet artista messicana, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux, Monica Pirone. Modera Roberta Melasecca. 

Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata. 

INFO

Mese della Fotografia Roma 2019

fe/male
A cura di Roberta Melasecca
Organizzazione Roberta Melasecca – Interno 14 next
Evento all’interno del progetto iMaterial__material/immaterial world 

Talk Fotografia e Performance 
28 marzo 2019 ore 18.00
Con Lori Adragna, Eozen Agopian, Michela Becchis, Elina Chauvet, Francesca Fini, Barbara Lalle, Nora Lux, Monica Pirone

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Michele Marinaccio. Dicòtomo – Punto rosso – a cura di Roberta Melasecca | 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery Roma

Michele Marinaccio
Dicòtomo – Punto rosso
A cura di Roberta Melasecca
Con il supporto di Interno 14 next
Con la partecipazione di Lorenzo Massotti

Inaugurazione 6 marzo 2019 ore 18.30 | 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery | Roma
Fino al 26 marzo 2019

Il giorno 6 marzo 2019 alle ore 18.30 inaugura, presso gli spazi di 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery, la mostra Dicòtomo – Punto rosso di Michele Marinaccio a cura di Roberta Melasecca. 

In mostra una serie di lavori pittorici e fotografici, pensati specificatamente per la galleria, nella quale sarà presente anche la partitura site specific Piume, realizzata dall’artista su di una parete dello spazio espositivo. 

… perché la rosa è una figura simbolica così densa di significati da non averne quasi più nessuno: rosa mistica, e rosa ha vissuto quel che vivono le rose, la guerra delle due rose, una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, i rosacroce, grazie delle magnifiche rose, rosa fresca aulentissima. (Umberto Eco, Il Nome della rosa, Postille)

In una semiotica sincretica costituita da persone e cose, ogni luogo può essere considerato una spazializzazione della memoria che contiene in sé la capacità di essere narrato. Ogni individuo che vive, abita o semplicemente attraversa un luogo lo investe di valore e senso e si instaura così un legame tra spazio e singolo, tra spazio e società che modifica e rende variabile il rapporto tra forme dell’espressione e forme del contenuto. Ogni luogo è soggetto, dunque, a continue operazioni di riscrittura semiotica ed in esso sono disseminate impronte e tracce che raccontano storie e rivelano segni. “Le impronte non sono segni ma oggetti inseribili in una funzione segnica” (Umberto Eco, Trattato di Semiotica Generale, 1975, pag. 290). Così un segno è una realtà in relazione con un’altra realtà, un qualcosa a noi manifesto – come dichiara Tommaso D’Aquino – che ci conduce per mano verso qualcosa di nascosto. 

Dicòtomo evoca segni e tracce all’interno di una distesa di spazi e definisce una mappatura di ombre, riflessi, impronte cristallizzate per pochi attimi. Vagando in ambienti domestici e intimi o luoghi aperti e pubblici, Michele Marinaccio raccoglie immagini, istanti impressi, orme che si collocano in una dimensione estetica tra evocazione del reale e visione immaginaria. Ricordi, storie e pensieri si frantumano, dissolvendo atmosfere, forme, colori in un tempo che ha la durata di uno sguardo. Nulla ha intenzione didascalica ma concorre a determinare un corto circuito tra immagini e luoghi, dove fermo rimane il respiro e sospesa e dilatata la mente. In un paesaggio costruito di ambientazioni silenti o forse non ancora abitate, l’artista, quasi un Goethe contemporaneo, guarda le trame sottili con leggerezza ed ironia e scopre nella piuma il suo elemento di orientamento, l’ago di una bussola che lo conduce in qualsiasi luogo e tempo e che, contemporaneamente, acquista l’estensione del coinvolgimento. Così chiunque, iniziando il suo viaggio da un frangente personale, può generare una mappa ideale per varcare i confini del proprio io. 

L’artista ci conduce per mano verso un ignoto non immaginato: ogni sferzata di luce è istantanea, ogni memoria si impone in un tempo capriccioso, irriverente o disteso, ogni azione rivela il suo essere nella contingenza. Nell’opera Partiture d’acqua e di luce, ad esempio, masse fluide si distendono ad altezze diverse, si condensano con la stessa velocità dei campi di forza e, immerse nel buio, appaiono sagome dai contorni dubbiosi che invitano a pensieri altri e prossimi. In tutte le opere presentate, Marinaccio indaga e riporta in superficie i tracciati e i solchi di strade e percorsi della città di Roma, dichiarando forte la sua stessa presenza anche mediante l’utilizzo della simbologia, come quella dell’occhio, in una sorta di dichiarazione “servono occhi per guardare ed un corpo per assorbire”. Attraverso l’arte del rilevare e rivelare, l’artista narra di storie recondite, sconosciute o dimenticate, introducendo emblemi, suggestioni, dettagli, scanditi dall’evoluzione delle piume e dalla numerologia sottesa in ognuna di esse. 

L’opera site specific, realizzata appositamente per la Galleria 28 Piazza di Pietra, è una partitura pittorica di piume che viene costruita a partire da un dettaglio personale di chi abita il luogo stesso: il numero 28, in questo caso, viene parcellizzato e scomposto in un circuito dapprima orizzontale, poi ondulatorio, caotico e vorticoso, riproducendo toni acuti, bassi ed isolati, fino a cadere nell’abisso del silenzio. Il segno del dorso della mano che si tramuta in piuma esorcizza l’azione e supera le ombre che attraversano la coscienza; nella piuma è racchiusa la brillantezza, la trasparenza, la solidità, l’armonia: essa rivela una energia inconscia, un labirinto di emozioni ed improvvisi presagi. 

Nel dissolvere piume, nel fissare segni e punti, nel proferire parole sottese nel vuoto e congelare istanti di luce e vicine oscurità, l’artista disegna uno sguardo sulla fragilità umana, sperimentando quell’essere dicòtomo, diviso in due parti, e catturando rimembranze e attualità di un lieve e inquieto flusso di vite contigue.” (Testo critico di Roberta Melasecca)

Durante il vernissage il maestro Lorenzo Massotti eseguirà una improvvisazione per viola, ispirata ai numeri 4, 7, 28 della partitura Piume, nella quale 4 sono i movimenti, 7 le note originate dalle piume, 28 elemento numerico del luogo.

Michele Marinaccio vive e lavora a Roma. Diplomato all’Accademia di Belle Arti “Albertina” di Torino, opera nell’ambito della poesia visiva. Il suo percorso artistico scaturisce dal pensiero, dalla riflessione e, per concretizzarlo, si avvale di un metodo globale in modo da raggiungere una uniformità di pensiero e coinvolgere l’osservatore. Dal 1985 realizza numerose installazioni, performance e video, in Italia e all’estero. Dal 1988 aderisce all’associazione culturale “Arte in Transito” in qualità di art director. Tra le principali esposizioni: 2018, Stanze. Vapori dell’anima, Interno 14 Roma; 2016, Piume, 28 Piazza di Pietra Roma; 2012, Pensieri scolpiti dal vento, Museo Nazionale d’Arte Orientale Roma; 2010, L’identità – 150 anni di Unità d’Italia, Galleria Il tempo ritrovato Roma; 2007, IV edizione Premio Celeste sezione video arte, a cura di Gianluca Marziani, selezione di Paola Nocita; 2007, Rassegna video Project 59 Seconds a cura di Irina Danilova, Brooklyn, NY; 13×17 Padiglione Italia Studio Berengo Murano a cura di Philippe Daverio; 2005, mostra e laboratorio didattico presso la Microgalleria dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila a cura di Anna Maiorana e Cristina Reggio; mostra personale Limen a cura di Gianluca Marziani, Galleria Arturarte; 2001 mostra personale Sensi a cura di Rita Cirio e Gabriella Dalesio, Galleria Salon Privé Roma; Exit – 5° Omaggio a Roberto Vitali, Bologna; Mail Art L’Utopia, Vicenza; Un viaggio nel mondo dei sensi: l’olfatto, installazione nell’abitacolo dell’ascensore, Lift Gallery Roma; 2000, Arte Massenzio Roma, Azzimo, videoinstallazione; Arcipelago, 8° Festival Internazionale di cortometraggi e nuove immagini, Cinema Quattro Fontane Roma; Progetto Internazionale di Arte Postale Quel libro nel cammino della mia vita, Roma; Eine Mail Art, Aktion Zum Gutenbergjahr, Amburgo; Mail Art – 6 – Anno Mondiale della matematica, Castel San Pietro Bologna; 1999, Fasti e Fastigi, ex Convitto Comunale Veroli; La città argini e margini, Galleria Lo Scoglio di Quarto, Milano a cura di arte in Transito. 

Lorenzo Massotti ha suonato a lungo nelle orchestre romane del Teatro dell’Opera, della Rai e dell’Accademia di S. Cecilia. Negli anni ha fatto parte di diversi gruppi da camera come il Quartetto con Flauto Il Quadrifolio e il Quartetto d’archi Inter Pares. È stato prima viola nell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e in quella del Teatro dell’Opera di Salerno. È titolare della cattedra di Viola nel Conservatorio di Perugia.

 

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Michele Marinaccio
Dicòtomo – Punto rosso
A cura di Roberta Melasecca
Con il supporto di Interno 14 next
Con la partecipazione del maestro Lorenzo Massotti

Inaugurazione 6 marzo 2019 ore 18.30
28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery – Piazza di Pietra, 28 – Roma

Fino al 26 marzo 2019
Orari:
dal lunedì al sabato 11-13 / 16-20 chiuso domenica e lunedì mattina

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione vini: www.casaledelgiglio.it

28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery
info@28piazzadipietra.com.  +39 06 94539281
http://28piazzadipietra.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca – Melasecca PressOffice – Interno 14 next
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Maria Giovanna Sodero – “Ti te ga’ persa pa’l caigo” | Spazio Caffetteria Chiostro del Bramante Roma

Maria Giovanna Sodero
“Ti te ga’ persa pa’l caigo”

19 febbraio / 26 marzo 2019

Spazio Caffetteria / Chiostro del Bramante | Roma

Dal 19 febbraio fino al 26 marzo 2019, espone al Chiostro del Bramante, presso lo Spazio Caffetteria, Maria Giovanna Sodero con la sua prima personale dal titolo Ti te ga’ persa pa’l caigo (traduzione dal dialetto veneziano ti sei persa nella nebbia).

«Un ambientazione surrealista per la sceneggiatura di un film»..  E’ così che la giovane artista vede dolcemente la città di Venezia che, durante la notte, offre degli scenari di angoli di vita comune tra lampioni dalla luce soffusa, abitanti che silenziosamente passeggiano in un centro abitato divenuto scenografia tra la nebbia. 

Maria Giovanna Sodero, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma, è tra i rappresentanti del progetto “VARIeAZIONI – next generation”, nato dalla collaborazione tra il Chiostro del Bramante e la prof.ssa Edelweiss Molina (Accademia di Belle Arti). 

Si ringrazia per il supporto: il Prof. E. Paterra, l’Associazione Culturale Artivazione, Francesco Saverio Teruzzi, Roberta Melasecca_Interno 14 next.

BIO | Nata e cresciuta nella provincia di Venezia, nel 1991 Maria Giovanna Sodero si trasferisce in Salento, nella sua terra d’origine. La passione trasmessagli dal padre per la fotografia e l’immagine in movimento viene approfondita all’Università IUAV di Venezia e a Granada in Spagna frequentando un Master in Fotografia. Rientra in Salento dove frequenta uno stage come assistente alla produzione di videoclip musicali: il lavoro con il regista Gianni de Blasi e il direttore alla fotografia Giorgio Giannoccaro le ha permesso di conoscere un ambito che da subito la ha appassionata, tanto da spingerla a tornare a studiare. Si trasferisce a Roma, dove attualmente studia presso l’Accademia di Belle Arti (fotografia e video). Nell’ultimo anno è tornata nell’isola della Giudecca, per svolgere un progetto al quale si interessa da diversi anni. 

 

 

INFO

Maria Giovanna Sodero
“Ti te ga’ persa pa’l caigo”

19 febbraio – 26 marzo 2019
Spazio Caffetteria /Chiostro del Bramante
Arco della Pace 5 – Roma
Ingresso gratuito – Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Chiostro del Bramante
info@chiostrodelbramante.it
+39 06 68809035-36
www.chiostrodelbramante.it

Maria Giovanna Sodero
mariagiovannasodero@gmail.com
fb/mariagiovannasoderofotografa 

Ufficio stampa per l’artista
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Buck up and cry! – studio per una mise en éspace | Witches Are Back! – Forte Prenestino Roma – 15 febbraio 2019

Witches Are Back!
15 febbraio 2019
Forte Prenestino Roma

Buck up and cry!
studio per una mise en éspace
di Barbara Lalle e Marco Marassi
a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next
con Barbara Lalle, Marco Marassi, Daniela Carreras, Carlotta Di Felice, Federica Di Giulio, Alla Krasovitzkaya, Angela Mancini, Susanna Marilungo, Marcella Marinelli, Raffaella Murgo, Elisabetta Rampazzo, Emma Saponaro, Clelia Sepe, Laura Trinci, Valeria Vivarelli.
con la partecipazione della soprano Loredana Margheriti
costumi e face painting a cura di Ombretta Luciani in collaborazione con Priscilla Percuoco

15 febbraio 2019 ore 22.30 | Teatro Forte Prenestino | Roma

Il collettivo di artiste Witches Are Back! organizza, con il C.S.O.A. Forte Prenestino, il secondo meeting romano di “streghe”- artiste, musiciste, performer, attiviste, pensatrici, donne in tutte le forme e maniere – per festeggiare insieme il 15 febbraio 2019. Come per il 2018, l’evento sarà l’occasione per celebrare la creatività , la sapienza e la voglia di stare insieme di noi donne. Il programma sarà composto da una mostra collettiva, performace musicali e audiovideo, concerti, djset, una serie di interventi e piccoli talk pomeridiani e un party all night long. Il tema – linea guida è NON-BINARY – Oltre il binario di genere tradizionale maschio/femmina, aldilà delle polarizzazioni delle definizioni.

Per Witches Are Back!  Interno 14 next presenta Buck up and cry! – studio per una mise en éspace di Barbara Lalle e Marco Marassi, a cura di Roberta Melasecca, con Barbara Lalle, Marco Marassi, Daniela Carreras, Carlotta Di Felice, Federica Di Giulio, Alla Krasovitzkaya, Angela Mancini, Susanna Marilungo, Marcella Marinelli, Raffaella Murgo, Elisabetta Rampazzo, Emma Saponaro, Clelia Sepe, Laura Trinci, Valeria Vivarelli, con la partecipazione della soprano Loredana Margheriti, i costumi e face painting a cura di Ombretta Luciani in collaborazione con Priscilla Percuoco.

Buck up cry!, l’equivalente in americano di “Coraggio, piangi!”, è un progetto artistico multimediale di Barbara Lalle e Marco Marassi. Il tema centrale è la rottura di due tabù del mondo eterosessuale, maschile, bianco, contemporaneo: il trucco ed il pianto.Trucco e pianto spesso sono stati confusi fino a trasformarsi in tabù. Il pianto nell’antichità, come tutti i liquidi del corpo umano – il sangue, il sudore, lo sperma – era sinonimo di vita e vitalità. Nelle situazioni estreme l’eroe piange e così si sente vivo. Dopo il lutto e la disperazione può rinascere. Il pianto degli uomini si svela già da subito diverso da quello delle donne: le lacrime femminili sono inesauribili e sfiniscono, quelle degli uomini permettono la palingenesi. L ‘uomo che piange non è un fatto contemporaneo e, sicuramente, le lacrime hanno una funzione catartica e fortemente empatica. L’uomo che piange è un valore positivo del mondo contemporaneo come di quello classico: il pianto pulisce l’anima dando sfogo alle sofferenze. Così come il pianto, nel corso del tempo, anche il trucco è diventato un forte veicolo di concetti a volte diametralmente opposti. In passato l’ideale della bellezza aveva un significato spirituale: gli egiziani, come i greci ed i romani, credevano infatti che la bellezza fosse gradita agli dei. Utilizzavano la Kohl, una polvere di colore scuro ottenuta dalla macinazione del bruciato di mandorle, il piombo e il rame, minerali, cenere e ocra. Durante il Rinascimento italiano, nei paesi europei, la carnagione pallida divenne nota come segno di ricchezza e di posizione sociale; intorno al periodo vittoriano, il trucco del viso cominciò ad essere associato a prostitute ed attrici. Dal patriottismo all’emancipazione sessuale: donne che hanno sedotto uomini, donne che si sono emancipate da stereotipi di uomini che hanno idealizzato una rappresentazione di femminile fino a riappropriarsene facendo nuovamente, prepotentemente, uso di cosmetici, in un lungo ciclo evolutivo.

Buck up cry! è un progetto ancora in fieri che gli artisti stanno sviluppando dal 2016. Iniziato come lavoro di ritrattistica di fotografia concettuale, è divenuto uno shooting performativo da cui ne è successivamente e naturalmente scaturito un video artistico in collaborazione con Antonio Totaro ed il musicista Thelema. 

Nella versione che verrà rappresentata al Forte Prenestino, Buck up cry! sarà uno studio per una mise en espace: un coro in senso greco, un personaggio collettivo che interagirà con il pubblico. Gli uomini avranno uno spazio di fruizione, un androceo, e le donne invece un gineceo, al fine di generare variazioni energetiche e rafforzare l’esperienza. L’interazione fisica con il trucco non avverrà solo con il pubblico maschile, ma anche il pubblico femminile assisterà, parteciperà e sarà testimone del cambiamento e quindi di un inevitabile rito di trasformazione.

Buck up cry! è stato presentato nel 2017 per Rome Art Week a Interno 14, a cura di Roberta Melasecca, e nel 2018 al Museo di Arte Contemporanea – M.A.C.R.O. di Roma. 

Barbara Lalle (09/02/1978 Roma), terapista per la riabilitazione neurologica post‐traumatica e docente impegnata quotidianamente nell’integrazione delle disabilità gravi, mossa da una “emergenza di dire”, come artista, attraverso le forme della pittura e della performance, esplora le modalità in cui disagio, privazione, dolore possano essere compresi, narrati, superati. E’ stata finalista del Premio Adrenalina 2012; ha esposto, dal 15 novembre al 2 dicembre 2012 al Museo D’arte Contemporanea di Roma MACRO, la scultura in legno e metallo “Canide “, ispirata dalla riflessione circa il rapporto odierno tra Simbolismo e Tecnologia. Dal 22 al 27 ottobre 2013 al teatro Argot Studio di Roma presenta in una mostra personale “Ieri ho sofferto il dolore”, progetto pittorico che si è classificato finalista al Premio Cascella 2015. Sviluppa poi il tema nella performance “Kintsugi”, presentata al Museo Stadio di Domiziano il 19 dicembre 2016, ricevendo il Premio Città di Soriano 2015. Già attrice nella compagnia teatrale Living Theatre Europe, è stata impegnata al MAXXI di Roma nella performance “L’arte dell’errore giudiziario”. Sempre al MAXXI presenta l’installazione performance “Il labirinto di Icaro involato” il 2 aprile 2015 per la Giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo. Al Macro Testaccio La Pelanda, nell’ambito del festival Grammelot 2016, presenta la performance “Esodi” scritta con Gianluca Sanguigni, con la partecipazione di Cathy Marchand del Living Theatre e con il Parruccoro del Maestro Luca Pellegrini Nel 2016 presenta le performance “Rilevazione-Rivelazione” e “Contatto” accompagnata da Thelema, progetto ambient del musicista Marco Capitanio. L’11 giugno 2016, in occasione del giorno dell’orgoglio GLBT, porta al Gay Pride di Roma la perfomance “Dressed by you” di Barbara Lalle e Roberto di Matteo, proposta anche in altri spazi artistici sul territorio nazionale (“The Darkroom Project6+Art”, a cura di Luciano Corvaglia Muro Leccese 12-13-14 agosto 2016; Tevere Art Gallery di Roma – 8 e 9 ottobre 2016; Fonderia delle Arti di Roma 22 ottobre 2016). Partecipa alla 1° edizione di Rome Art Week con la personale pittorica “Ieri ho sofferto il dolore” presso la Mila Galleria di Roma dal 24 al 28 ottobre 2016. Il 5 novembre 2016 conduce “Non è area per voi”, una performance di arte partecipata con cittadini ed animalisti presso il parco di Piazza Vittorio. Realizza anche “Logos in progress”, pubblica performance di art partecipata a Piazza Vittorio, nel 2016 per la giornata mondiale contro la violenza di genere. Realizza un Reading performativo “Microcosmiche affabulazioni” in collaborazione con l’artista Mattia Morelli, presentandolo presso Studio Poerio il 14 gennaio 2017 e presso la Tevere Art Gallery il 4 e 5 marzo 2017. Il 23 marzo 2017 presenta “M-UNO” performance di Barbara Lalle e Pamela Ferri con musiche di Gianluca Fasteni, nell’ambito di “Essenziale. Certe volte sogno”, presso Interno 14 (Roma) a cura di Roberta Melasecca e Ignorarte. Il 7 aprile 2017 presenta la performance “Bautta”, con 10 performer ed il tenore Lino Loddi, con la collaborazione della make up Artist Sutralestelle presso Millepiani (Roma) nell’ambito della mostra “Il lato oscuro” inserita nel “Festival Dieci Lune” organizzato dal circolo letterario Bel-Amì a cura di Bruna Bianchina. Presenta alle Case Romane del Celio (Roma), nell’ambito della mostra collettiva “Floralia” a cura di Antonietta Campilongo e Jada Mucerino, la performance “APRIR-SI”, in collaborazione con Futura Marassi e Carmen Minieri, musica live di Fabrizio Sagoni. Il 27 maggio 2017 alla Tevere Art Gallery di Roma presenta l’happening performativo “Burning Circus” ideato ed realizzato con il fotografo Marco Marassi ed il musicista Gianluca Fasteni. Al Macro Testaccio La Pelanda, nell’ambito del Festival Nuvola Creativa – Living Nature, a cura di Antonietta Campilongo, presenta la performance multimediale M-UNO, di Barbara Lalle e Pamela Ferri, orchestrazione live di Gianluca Fasteni e costumi di Ombretta Luciani, in collaborazione con Roberta Melasecca. Ha ricevuto la menzione speciale all’ultima edizione di Bridge Art nel 2018. Ad aprile del 2018 presenta con Alessandro Arrigo “Burning Home. Libera i ricordi con il fuoco”, performance di arte partecipata a cura di Roberta Melasecca, con il contributo musicale di Rita Superbi. Propone “Buck up and cry!”, shooting performativo di e con Marco Marassi e Barbara Lalle, a cura di Roberta Melasecca_Interno 14, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma martedì 27 Novembre 2018. Dedita anche all’arte postale e alla poesia visuale, le sue opere sono state esposte in spazi museali e gallerie in Italia e dall’estero. Ad oggi collabora con varie realtà artistiche ed associative, tra cui Interno 14 e la T.A.G. Tevere Art Gallery.

 Marco Marassi, classe 1975, come autodidatta, per poi perfezionarsi presso la Scuola di Arti e Mestieri Ettore Rolli di Roma studiando fotografia. Fino al 2011 si occupa prevalentemente di Street Photography per poi dedicarsi alla fotografia concettuale e fino al progetto Buck up and cry abbandonando l’uomo come tramite della sua ricerca artistica. Tra i suoi principali progetti: Assenza (2009-2016): l’artista, tramite uno studio su paesaggi marini formati da strutture geometriche scarne ed essenziali, cerca di descrivere proiezioni di un suo mondo interiore, un mondo profondamente umano in cui l’uomo non lascia che tracce; Italia Scapes (2009-2016): ispirato dagli autori della Scuola Italiana di Paesaggio, l’autore ripercorre tratti del paesaggio Italiano soffermandosi su particolari a volte non sempre visibili a uno sguardo distratto; Buck-up and cry(2016-2017): l’interrogativo su alcuni tabù del mondo maschile, come il pianto ed il trucco. Il cosmetico più astuto e artificioso è stato quello per il quale l ‘uomo non avrebbe dovuto più piangere in nessuna circostanza. Eppure il pianto nell’antichità, come tutti i liquidi del corpo umano il sangue, il sudore, lo sperma era sinonimo di vita e vitalità. Nelle situazioni estreme l’eroe piange e così si sente vivo. Dopo il lutto e la disperazione, può rinascere. Il pianto degli uomini si svela già da subito diverso da quello delle donne: le lacrime femminili sono inesauribili e le sfinisce, quello degli uomini permette la palingenesi; Stunt (2017- aperto): una serie critica sul foto giornalismo, documentare significa colpire necessariamente con immagini estremamente violente? Mostre personali: 2016 – Assenza- presso Tevere Art Gallery Roma; 2016 – Assenza- presso Mila Gallery Roma; 2017 – Burning Circus presso Tevere Art Gallery Roma. Collettive: 2017 Rassegna “Rencontres de la photographie” di Arles circuito “Voice Off” Mamo Temporary Gallery; 2015 Finalista Premio Arte Laguna. Propone “Buck up and cry!”, shooting performativo di e con Marco Marassi e Barbara Lalle, a cura di Roberta Melasecca, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma martedì 27 Novembre 2018. www.marcomarassi.com

INFO

Buck up and cry!
studio per una mise en éspace
di e con Barbara Lalle e Marco Marassi
a cura di Roberta Melasecca – Interno 14 next
con Barbara Lalle, Marco Marassi, Daniela Carreras, Carlotta Di Felice, Federica Di Giulio, Alla Krasovitzkaya, Angela Mancini, Susanna Marilungo, Marcella Marinelli, Raffaella Murgo, Elisabetta Rampazzo, Emma Saponaro, Clelia Sepe, Laura Trinci, Valeria Vivarelli.
con la partecipazione della soprano Loredana Margheriti
costumi e face painting a cura di Ombretta Luciani in collaborazione con Priscilla Percuoco

15 febbraio 2019 ore 22:30
Teatro | Forte Prenestino
Via F. Delpino, 187 Roma

Per info:
https://www.forteprenestino.net
https://www.marcomarassi.com/buck-up-and-cry
https://romeartweek.com/it/eventi/?id=1326

Contatti
Barbara Lalle 
barbix2002@libero.it 

Interno 14 next
Roberta Melasecca
info@interno14next.it
www.interno14next.it

SEMIdei – Alberta Piazza e Sergio Vecia | Galleria Il Laboratorio Roma

SEMIdei
Alberta Piazza e Sergio Vecia
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 22 gennaio 2019 ore 17.00 | Galleria Il Laboratorio | Roma
Dal 22 al 27 gennaio 2019

 

Il giorno 22 gennaio 2019 alle ore 17.00, la Galleria Il Laboratorio presenta la mostra SEMIdei di Alberta Piazza e Sergio Vecia, a cura di Roberta Melasecca. 

SEMIdei è una riflessione sul mondo imperscrutabile dei semi, simbolo di totalità, nascita, crescita e divenire. Alberta Piazza e Sergio Vecia tendono, con la loro ricerca artistica, a recuperare un’unità con la parte primordiale dell’universo, con i cicli della terra e la capacità rigenerativa della vita, osservando ed indagando elementi piccoli, all’apparenza inerti e immobili ma che hanno sempre accompagnato l’uomo nel corso della storia. I semi sono l’inizio e la fonte di ogni vita, simbolo di crescita ed evoluzione genetica, espressione della diversità e della moltitudine, della natura e della cultura. Autentiche macchine del tempo biologico, in essi sono scolpite le tracce di millenni di adattamento naturale, variando dimensioni, architettura esterna ed interna, durezza e forma in base ai cambiamenti climatici e delle specie. Ma sono anche incarnazione della coltura che li ha forgiati, convergenza tra intelligenza umana e intelligenza naturale, organismi sofisticati che contengono passato e futuro: il seme proviene dalla pianta che non vedi più, e porta in sé quella che non vedi ancora, recita un detto indiano. 

Sergio Vecia rielabora le sue scoperte attraverso il mezzo fotografico: osserva con stupore, affascinato dalla misteriosa ed ineffabile presenza e dagli enigmi di forme quasi estranee ed aliene. Ne comprende l’immaginifica forza primaria ed elementare, racchiusa e cristallizzata, pronta, secondo un preciso piano accuratamente progettato, ad esplodere e svilupparsi. Dispone ogni seme, piccolo o grande, variamente irto di diversità, sotto il flusso continuo della luce: sospeso in una dimensione intermedia, ogni seme si svela, rivela le trame della sua complessità, mantenendo intatto e preservato il segreto della vita che scorre. Ogni scatto è un gioco di eterei bagliori che, nelle ombre, dichiarano esseri dormienti: pazientemente attendono mutamenti e passaggi, sospendono processi vitali o controllano i geni che li caratterizzano, solo perché affiori, immancabile, l’esistenza. Con necessità di sondare le infinite varietà, quasi come a rispondere ad una esigenza di catalogazione, Vecia indossa una lente invisibile, rivelando ai nostri sensi suoni e profumi, movimenti e cadenze, in una concertazione di danze ancora inespresse, fino a coincidere egli stesso come una parte del tutto. 

Alberta Piazza conosce il trascorrere delle stagioni, la vita che muore e si rigenera: con le sue stesse mani ne accarezza la preziosità e l’inevitabilità per la sopravvivenza, ad ogni levar e sparire del sole. Opera con frammenti e radici, semi nascosti, legni e terre: li avvolge per custodire memorie e sapienze, ne snoda le storie lente e persistenti, ne racconta il lungo fragile andare. Su ogni tela e carta Alberta copre e conserva, rileva tracce e imprime segni, in un processo continuo e circolare di dissoluzioni e apparizioni: alterna materiali caduchi, reversibili e disintegrabili, che percorrono storie e viaggi nel tempo e nello spazio, riproduce suoni ancestrali di eterni voli. Con estrema accuratezza ricerca i minimi elementi, ne amplifica colori e forme attraverso un processo di sacralizzazione che lascia intravedere nuovi mondi e nuove vite da percorrere. Con l’atto di coprire e, allo stesso tempo, di portare in superficie, l’artista ci traghetta verso le origini remote dell’esistenza, tramandando riti di conoscenze e culture perpetuate nei secoli.

Così i semi non sono solo quelli materiali, ma le radici da cui traggono origine le capacità umane di indagare, pensare ed esperire, quelle capacità di relazioni e connessioni che generano comunità e diventano i presupposti di speranze concrete, quelle capacità che ci avvicinano al divino e all’universo che è in noi. Guardiani dei semi, giardinieri della speranza. (cit. Vandana Shiva)

Alberta Piazza, veneziana, completa la sua formazione professionale a Milano, frequentando l’Accademia delle Belle Arti di Brera. E’ stata per molti anni art director nel settore pubblicitario a Milano e a Roma. Ha partecipato a numerose mostre in ambito nazionale e internazionale. Vive e lavora tra Roma e l’Umbria. Tra le principali esposizioni e residenze: Tiny Biennale – Temple University Roma / RAW Rome Art Week / Riarteco – Messina, Pesaro, Milano, Genova / Abstracta- Villa Comunale – Frosinone  / ArtExpoGenova – Palazzo Stella / Lembi – Set – Roma / Pigneto Città Aperta – Tuba Roma / Liquida residenza Porto degli Argonauti – Metaponto, Matera / Affordable Art Fair – Macro “La Pelanda” / Premio Nocivelli – Brescia / Nuova Percezione Visiva – Palermo / Arte Moderna Centro Culturale Franco – Italiano Espace Cosmopolis – Nantes (Francia) / Primo Premio Lions Club per l’arte contemporanea – Roma / Finalista Arte Contemporanea La nave e il mare – Genova / Micronarrazione e Libro d’Artista – Inart, Roma / Extempore – Castello Orsini – Bomarzo, Viterbo / Nuove tendenze dell’arte – Monaco (Germania) / Visione #00 – Inart, Roma. 

Sergio Vecia (Roma,1953). Ha iniziato ad usare la fotografia come strumento espressivo all’età di 15 anni, in seguito al ritrovamento fortuito di una macchina fotografica. Fotoreporter per circa tre anni a Roma, nel 1979 fonda lo studio Spazio Visivo insieme ad altri tre fotografi, specializzandosi in pubblicità, fotografia per i beni culturali, video e progetti multimediali. Tra i principali premi e progetti: realizzazione del Libro Exempla di poesia ed immagini insieme due autori; realizzazione del libro 20×13 Fotografia e Poesia; primo premio concorso cortometraggio Filmare con La Giostra; premio al Concorso Corti Filmare; primo premio al Concorso corti Roma 2009; finalista con il cortometraggio Indagine 345 al Concorso corti Roma; Collettiva fotografica Roma Euritmia; Premio al I°Premio Fotografia Genova Saturarte 2010; Collettiva Genova Il giallo 2010; Premio al Genova biennale d’arte 2011; terzo premio Fotografia Satuarte 2011; Finalista Spazio Ottagoni 2011; Finalista collettiva Art Prize 2011; Premio al Concorso Biblioteca Angelica Oltre il Libro 2016.

 

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INFO

SEMIdei
Alberta Piazza e Sergio Vecia
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 22 gennaio 2019 ore 17.00
Galleria Il Laboratorio
Via del Moro 49 – Roma

Dal 22 al 27 gennaio 2019
Orari: 16.00 – 20.30 – fuori orario 3894369840

Ufficio Stampa 
Roberta Melasecca 
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